Oltrecortina – Enrico Miletto
Il libro Oltrecortina – Comunisti in fuga (1946-1978), pubblicato da Scholè Editore, è un’opera di Enrico Miletto, studioso di storia contemporanea presso l’Università di Torino. Scholè Editore, questo volume si trova all’interno di una riflessione più ampia sulla memoria politica e sulla memoria sociale del Novecento italiano. Enrico Miletto accompagna il lettore in un viaggio attraverso le vicende dei militanti comunisti costretti all’esilio dopo la guerra civile, intrecciando le dinamiche della Guerra fredda con le trasformazioni della democrazia italiana. La sua scrittura, rigorosa ed empatica, restituisce voce a chi fu costretto a cercare rifugio oltre la cortina di ferro, offrendo una prospettiva che oggi risuona profondamente nel dibattito globale sulle nuove forme di esilio politico e sociale.
Un ponte tra storia e attualità
Il capitolo IV, intitolato La Fine dei giochi. La chiusura di Radio Oggi in Italia, sia un episodio emblematico. Miletto descrive la storia di una voce clandestina, che trasmetteva da Praga, che voleva tenere vivo il dialogo tra gli esuli italiani e la società del loro Paese d’origine. Le elezioni del 1966, citate dal testo, rappresentano un punto di svolta. Il Partito Comunista Italiano, sebbene avanzasse, non riusciva a conquistare le grandi città come Roma e Genova. Questa situazione mostra una tensione tra ideali e realtà politica in tutto il periodo. Come afferma Miletto, “la sostanziale stabilità del Pci non bastò a portare a termine il progetto di formare giunte di Centro Sinistra”. Questa frase continua a risuonare oggi, soprattutto se pensiamo alle difficoltà nel costruire alleanze politiche in grado di affrontare le sfide globali.
Radio Oggi e la battaglia dell’informazione
La chiusura di Radio Oggi in Italia segna non solo la conclusione di un progetto politico, ma diventa anche un simbolo della crisi della comunicazione libera. Miletto ci fa capire come, durante la Guerra fredda, l’informazione fosse un vero e proprio campo di battaglia “una vera e propria battaglia nel campo dell’informazione”, come si legge nella quarta di copertina. Oggi, in un mondo in cui gli algoritmi di Facebook, Instagram e Google la fanno da padrone, la lotta per la verità si manifesta in modi diversi. Le piattaforme digitali decidono cosa vediamo, cosa leggiamo e, in fin dei conti, cosa pensiamo.
L’esilio come metafora del presente
L’esilio dei comunisti italiani in Cecoslovacchia, racconta con un’accuratezza quasi documentaristica, diventa u ‘ottica attraverso cui osservare le migrazioni contemporanee. I rifugiati di quel tempo cercavano asilo oltre confini sempre più militarizzati. La riflessione di Miletto si intreccia con quella di studiosi moderni come Flavia Monceri e Roberta Picard, che nel loro libro Democrazia, cosmopolitismo e migrazioni (CSER, 2026) esplorando come la mobilità umana rappresenti oggi una forma di resistenza e una ridefinizione della cittadinanza globale. la loro analisi sociologica e politica si allinea perfettamente con il messaggio di Oltrecortina: comprendere il passato per interpretare il presente.
Perché leggere Oltrecortina?
Leggere Oltrecortina significa entrare in un laboratorio di memoria collettiva, la sua narrazione una ispirazione. Il volume parla di fughe e di ritorni, di voci che attraversano confini e di ideali che resistono. È anche un invito a riflettere su come la storia dei comunisti in fuga possa illuminare le dinamiche dei migranti di oggi, forzati a lasciare il proprio Paese per ragioni politiche, economiche o ambientali.
L’idea che, come scrive Miletto, “alcuni riuscirono a espatriare Otrecortina, grazie all’aiuto del Partito comunista italiano”, una frase che oggi potremmo riscrivere così: alcuni riescono a sopravvivere oltre i confini, grazie alla solidarietà umana.
Riflessione finale
Questo libro ci insegna che la memoria non è mai neutra. È un atto politico, un gesto di resistenza. E ci pone una domanda aperta, che resta sospesa come un’eco:
Quali voci stiamo perdendo oggi, nel rumore del mondo digitale, e chi avrà il coraggio di ascoltare?

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