Confronti- dicembre-2025- Medio Oriente. Risacca di guerra
Oltre il confine del visibile
Mentre il 2025 volge al termine, lasciandoci in eredità un panorama internazionale segnato da una frammentazione senza precedenti, la rivista Confronti dedica il suo numero di dicembre a una riflessione profonda sulla “ricomposizione”. Il focus è sulle dinamiche geopolitiche e sociali, Non si tratta solo di una necessità diplomatica, ma di un imperativo etico che attraversa le fedi, le culture e le strutture di potere del nostro tempo.
La crisi del multilateralismo e il ritorno all’umano
L’articolo di apertura analizza come l’anno appena trascorso abbia messo a dura prova le istituzioni sovranazionali. L’articolo analizza il vertice di Busan tra Donald Trump e Xi Jinping dello scorso ottobre, definendolo un punto di svolta ambiguo nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina.
Temi centrali: dialogo, riconciliazione, sfide, crisi climatiche
Questo mese, la rivista affronta temi cruciali. Il saggio centrale firmato da esperti di risoluzione dei conflitti, evidenzia come il dialogo non sia più solo un esercizio di tolleranza, ma una strategia di sopravvivenza in un mondo multipolare. Il numero traccia un bilancio della “Conversione Ecologica” nel 2025. Non parliamo più di ambiente come categoria isolata: gli articoli tecnici presenti collegano la crisi climatica ai flussi migratori e alla giustizia economica.
Accademici e ricercatori contribuiscono in queste pagine con studi di caso che dimostrano come le comunità religiose e le reti della società civile stiano rioccupando gli spazi lasciati vacanti della politica istituzionale.
Pedagogia dell’attesa
La rivista conclude l’anno con una sezione dedicata alla pedagogia della pace. Se il 2025 è stato l’anno della resistenza alle polarizzazioni, il 2026 si prospetta come l’anno della costruzione. Gli interventi raccolti sottolineano l’importanza di un’educazione che non sia solo trasferimento di competenze, ma formazione al pensiero critico e alla complessità.
In questo numero la rivista ci invita a non cedere al cinismo, promuovendo il pensiero critico non solo sul passato, ma anche sul presente e sul futuro. Attraverso analisi puntuali dei conflitti in corso e delle nuove forme di spiritualità che abitano le nostre città meticce, riaffermano che il “confronto” non è il preludio allo scontro, ma l’unica architettura possibile per un futuro condiviso.
Se vuoi leggere la Rivista in versione cartacea è consultabile presso la nostra biblioteca.
Madaì Bonilla

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