La porta degli imperi
Il ruolo dell’Eritrea e degli imprenditori italiani in Africa orientale 1934-1953
Il volume rappresenta un contributo fondamentale per capire la storia coloniale italiana e le dinamiche economiche e politiche che hanno caratterizzato l’Eritrea nel periodo tra le guerre mondiali e l’inizio della Guerra Fredda.
Nardozi parte da un episodio emblematico: l’acquisto della compagnia Rubattino, avvenuto in concomitanza con l’Unità d’Italia. Questo evento non fu solo un affare commerciale, ma aprì la strada a un flusso di imprenditori e migranti italiani verso l’Africa. La narrazione mette in luce come la dimensione economica e quella politica fossero intrecciate fin dall’inizio.
Il lavoro italiano in Eritrea durante il conflitto (1941-1944)
Il capitolo 3 è uno dei più intensi e significativi. Qui l’autore racconta come, durante la Seconda guerra mondiale, gli italiani in Eritrea si trovarono a vivere una fase di grande precarietà.
- Gli imprenditori e i lavoratori italiani dovettero reinventarsi in un contesto di guerra e occupazione.
- Molti continuarono a operare in settori strategici, come infrastrutture e commercio, mantenendo rapporti con le autorità locali e con gli americani.
- L’Eritrea, pur sotto tensione, rimase un nodo vitale per il controllo del Mar Rosso e per le dinamiche internazionali.
Questo capitolo mostra con chiarezza come il lavoro italiano non fosse solo un fatto economico, ma anche un elemento politico e sociale che contribuì a mantenere viva la presenza italiana in un periodo di crisi.
Un intreccio di politica, economia e società
Il libro mostra come la storia coloniale non possa essere ridotta a una semplice cronaca militare. Gli italiani in Eritrea furono parte di un tessuto sociale complesso, fatto di relazioni, conflitti e collaborazioni. Riuscendo a dare voce a queste dinamiche, rendendo evidente che la colonizzazione fu anche un laboratorio di modernità e contraddizioni.
Valore del libro e prospettiva critica
La forza dell’opera sta nella capacità di intrecciare fonti archivistiche con un’analisi critica che non si limita a descrivere i fatti, ma li interpreta.
- Offre una visione nuova sul ruolo degli imprenditori italiani.
- Evidenzia l’importanza dell’Eritrea come snodo internazionale.
- Stimola una riflessione sul rapporto tra economia e politica nelle colonie.
Vanessa Klinger

Italiani in Francia: antifascisti al lavoro
Francia, Nizza. L’impresa edile Ettore Bianconi: Ettore Bianconi di Perugia (seduto), antifascista esule a Nizza nel 1923, avviò una piccola impresa edile presso cui lavorò anche Sandro Pertini (al centro nella foto). Il secondo da destra è Dante Radicchi di Città di Castello.

Leave a Comment