Democrazia, Cosmopolitismo e Migrazioni, a cura di Flavia Monceri, Roberta Picard
Il volume Democrazia, Cosmopolitismo e Migrazioni, a cura di Flavia Monceri e Roberta Picardi, offre una lettura multidisciplinare sulle tensioni tra democrazia, mobilità umana e giustizia globale. Al centro del dibattito emerge con forza il diritto di necessità e migrazioni, tema affrontato in modo particolarmente innovativo da Alejandra Mancilla nel capitolo La necessità non conosce confini: Il diritto di necessità e la migrazione illegalizzata.
Il contributo di Alejandra Mancilla: quando la necessità diventa diritto
Il capitolo scritto da Mancilla è uno de più audaci del volume. Estrae esempi storici e contemporanei in cui espone come, in situazioni di sopravvivenza, il diritto positivo si sia spesso piegato al riconoscimento di un diritto naturale alla necessità. Il suo punto di vista si inserisce perfettamente dalle curatrici: Se le democrazie contemporanee rivendicano il diritto di controllare l’ingresso e l’appartenenza, Mancilla mostra come questo diritto entri in tensione con un principio giuridico antico e trasversale: il diritto di necessità.
La sua analisi dialoga con tradizioni giuridiche diverse, ricordando che in molti ordinamenti – dal common law al civil law – la necessità è stata riconosciuta come causa di giustificazione o di esclusione della colpevolezza. Questo dato è coerente con quanto riportato nella letteratura giuridica internazionale, dove il diritto di necessità è definito come un principio che “consente di derogare alla legge quando è in gioco la sopravvivenza”.
Mancilla porta questo principio nel cuore del dibattito migratorio: se la necessità giustifica la violazione di norme interne, perché non dovrebbe giustificare anche l’attraversamento di un confine quando la vita è minacciata? La sua proposta è innovativa e, come osservano le curatrici, “non sempre accolta favorevolmente dai sistemi giuridici, né antichi né contemporanei”.
Una lettura sociologica: narrazioni, selettività e responsabilità collettiva
Il capitolo di Mancilla risuona profondamente con molte analisi del CSER sul modo in cui le società contemporanee costruiscono le narrazioni sulle migrazioni.
Nella riflessione La narrazione sulle migrazioni: questioni, opportunità, advocacy, il CSER sottolinea come il discorso pubblico tenda a semplificare e polarizzare, creando categorie morali di migranti “accettabili” e “non accettabili”. Questa dinamica si ritrova anche nella recensione CSER dedicata al volume Calcio e migrazioni, dove si evidenzia come la mobilità sportiva sia celebrata, mentre altre forme di migrazione vengano criminalizzate o percepite come minaccia. Il lavoro di Mancilla offre una chiave interpretativa potente per comprendere queste contraddizioni: la selettività con cui applichiamo il principio di necessità rivela non solo scelte giuridiche, ma anche gerarchie sociali e politiche. In altre parole, la necessità viene riconosciuta quando è temporanea, eccezionale, “accidentale”, mentre viene negata quando è strutturale, cronica o legata a condizioni di povertà e instabilità geopolitica.
Questa osservazione trova un ulteriore riscontro nelle analisi CSER sul Medio Oriente, dove si ricorda che molte migrazioni forzate sono il risultato di conflitti e responsabilità collettive, e non semplicemente di scelte individuali.
Perché leggere questo libro oggi
Per comprendere le migrazioni come fenomeno strutturale
Il volume fornisce strumenti concettuali per interpretare la mobilità umana non come emergenza, ma come parte integrante delle dinamiche globali contemporanee.
Perché unisce filosofia, diritto e sociologia
La forza del libro sta nella sua interdisciplinarità: ogni capitolo illumina un aspetto diverso del rapporto tra democrazia e mobilità.
Perché aiuta a decostruire narrazioni semplificate
In un contesto mediatico polarizzato, testi come questo restituiscono complessità e umanità, offrendo una prospettiva critica e documentata.
Conclusione
Democrazia, cosmopolitismo e migrazioni è un volume che invita a ripensare radicalmente il modo in cui giudichiamo la mobilità umana. Il capitolo di Mancilla, in particolare, ci pone davanti a una domanda che attraversa tutto il libro: se la necessità non conosce confini, perché continuiamo a tracciarli così rigidamente? È un testo che non offre risposte semplici, ma apre spazi di riflessione indispensabili per comprendere le sfide democratiche del nostro tempo.
Vanessa Klinger

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