
Stranieri, commercio e inquisizione
Una finestra sulla Venezia del Cinquecento
Nel volume “Stranieri, commercio e inquisizione“. La storica Federica Ambrosini ci conduce nel cuore di una Venezia cosmopolita, vivace e contradittoria. Attraverso la ricostruzione accurata della vicenda di un mercante bavarese, straniero tra gli stranieri nella città lagunare del XVI secolo, l’autrice offre un ritratto vivido che collega commercio, fede e controllo sociale in une delle capitali economiche e culturali del Rinascimento europeo.
Venezia croce vie di culture e sospetti
Il libro ricostruisce un’immagine della Venezia del Cinquecento come nodo essenziale delle rotte commerciali del Mediterraneo e del Nord Europa, ma anche come luogo dove le differenze religiose e culturali potevano facilmente trasformarsi in motivo di sospetto. L’inquisizione veneziana, infatti, non rappresentava solo un tribunale religioso, ma anche uno strumento di controllo politico e sociale sugli stranieri che popolavano la città.
Il mercante bavarese: un testimone delle tensioni del tempo
Il protagonista del saggio, un mercante proveniente dalla Baviera, diventa così un punto di osservazione privilegiato per comprendere la complessità del rapporto tra mobilità economica, identità religiosa e appartenenza culturale. Le sue vicende ricostruttive grazie a un’attenta analisi di fonti d’archivio mostrano come condizione dello straniero oscillasse tra opportunità e vulnerabilità: da un lato la possibilità di arricchirsi e integrarsi, dall’altro il rischio di essere perseguito o escluso.



Di Vanessa Klinger
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