Confronti – settembre 2026
Il numero di settembre 2026 di Confronti si concentra sul tema del nucleare sostenibile, esplorando il legame tra progresso tecnologico, etica e responsabilità a livello globale. Tuttavia, in questa recensione, non ci soffermeremo sull’articolo tecnico riguardante la sostenibilità energetica; piuttosto, vogliamo mettere in luce un altro aspetto fondamentale del volume: la sostenibilità umana, la vulnerabilità e la resilienza delle persone migranti.
L’articolo “Migrazioni. Dal sogno all’incubo”, scritto da Luca Attanasio, offre una narrazione che trasforma le statistiche in volti, le tragedie in ricordi e le perdite in interrogativi politici.
La voce delle madri: memoria come atto politico
Luca Attanasio narra la storia dell’Association des Mamans des Disparus, che è nata in Tunisia per far sentire le madri e le sorelle dei ragazzi che sono scomparsi nel Mediterraneo. Le foto e le storie raccolte tra cui quelle di Fatma Kassraoui, Najla Anas e Fadha Hammami, mostrano come il dolore umano si trasformi: cercare un corpo diventa cercare un senso, e la perdita diventa un modo di resistere, come scrive Confronti: “Ed è proprio questo il crimine che l’Europa imputa a Mansour, ad Anas, a Ramzi e a decine di migliaia di ragazzi: sognare un’altra vita. “Questa frase racchiude il paradosso del nostro tempo: il sogno di una vita migliore è considerato un crimine, mentre la disperazione resta invisibile.
Il meccanismo della negazione
La persecuzione dei migranti, simile a quella dei bahá’í in Iran analizzata nello stesso numero, nasce da un meccanismo di propaganda e disinformazione.
La società crea “l’altro” come pericolo, negando diritti e identità.
Il CSER lo mostra nella recensione “I migranti vittime ignorate di ogni guerra, Iran inclusa” e “Oltre i confini”: la migrazione è un fenomeno politico e culturale, dove l’apolidia e la negazione dei diritti diventano strumenti di controllo.
Le madri tunisine, come le donne bahá’í rappresentano la forza femminile di fronte alla violenza istituzionale. La loro battaglia per la verità è anche una battaglia di genere, contro un sistema che trascura le donne e le rende custodi del dolore collettivo.
Perché leggere questo numero?
Leggere Confronti vuol dire capire che la sostenibilità non è solo questione di energia, ma anche di giustizia sociale e di etica.
Il numero di settembre ci mostra che la vera forza del futuro non è nel consumo di risorse, ma nella memoria comune.
Nel ricordare, possiamo trasformare il dolore in azione.
E ci rimane una domanda che non una risposta facile… Quanto siamo disposti, come società globale, a riconoscere la dignità di chi sogna un’altra vita? Quanto siamo pronti a vedere l’altro non come un problema, ma come un sogno?

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