Confronti – giugno 2026
Il numero di Confronti – giugno 2026, dedicato agli 80 anni della Repubblica, si apre con una domanda che attraversa tutto il volume che cosa significa oggi riconciliare un popolo? Il riferimento al voto del 1946 non è solo commemorativo, è politico. È un invito a interrogare la capacità della Repubblica di includere, proteggere e dare voce a chi oggi vive ai margini.
In questo quadro, la pagina 45 – con l’articolo di Michele Lipori “Donne, pace e sicurezza: un’agenda incompiuta” – diventa un punto di snodo. Lipori non parla solo di donne, né solo di migrazioni. Parla della tenuta democratica della Repubblica, della sua capacità di rispondere alle sfide contemporanee con la stessa forza con cui, nel 1946, seppe ricucire un Paese ferito.
Conflitti, violenze e migrazioni femminili
L’articolo si inserisce in un quadro europeo segnato da:
- la femminilizzazione dei flussi migratori (UNHCR, 2024),
- l’aumento delle violenze di genere nei contesti di guerra (UN Women, 2025),
- la crescente vulnerabilità delle donne in movimento, che riguarda il diritto alla vita, la libertà dalla violenza, l’accesso ai diritti, la possibilità di costruire un futuro dignitoso.
Secondo l’European Union Agency for Fundamental Rights (2024):
- il 68% delle donne migranti ha subito violenza durante il viaggio,
- il 47% non ha accesso a servizi di protezione nei Paesi di arrivo.
Lipori interpreta questi dati come un fallimento dell’Agenda WPS, ma anche come un’occasione politica:
“La sicurezza non può essere ridotta alla dimensione militare, ma deve includere la sicurezza umana.”
Donne, Repubblica e migrazioni: un’unica storia politica
La riflessione di Lipori dialoga naturalmente con diversi contributi recenti del CSER, che mostrano come la questione femminile e migratoria sia oggi una cartina di tornasole della qualità democratica della Repubblica.
L’articolo “Repubblica e migrazioni – La Repubblica può ancora essere casa per tutti?” evidenzia che la promessa del 1946 può reggere solo se riconosce la pluralità dei soggetti che oggi la abitano un’idea che risuona con la definizione di Lipori delle donne migranti come “soggetti politici”.
Il numero Scalabriniani 2/2026 approfondisce invece il ruolo delle comunità e delle reti di mutuo soccorso, mostrando come la sicurezza umana – quella che Lipori contrappone alla sicurezza militare – nasca proprio dalle relazioni e dai diritti condivisi.
Infine, l’articolo “18 maggio – Perché è necessaria una giornata dedicata alle donne del settore marittimo” illumina un aspetto spesso invisibile: le donne migranti che lavorano nel settore marittimo vivono condizioni di vulnerabilità che riflettono perfettamente i pilastri dell’Agenda WPS diritto alla vita, libertà dalla violenza, accesso ai diritti, possibilità di costruire un futuro dignitoso.
Questi tre contributi, letti insieme all’articolo di Lipori, compongono un’unica domanda politica: la Repubblica è ancora capace di proteggere chi attraversa i confini portando con sé la memoria della violenza e il desiderio di pace?
Perché leggere questo numero di Confronti
Perché ci ricorda che la Repubblica non è un monumento… è un processo. E oggi quel processo passa attraverso la capacità di riconoscere le donne migranti come parte della comunità politica.
Leggere questo numero significa comprendere che:
- la Repubblica nacque per includere, non per escludere,
- la sicurezza è un concetto umano, non solo militare,
- le migrazioni femminili sono una lente per valutare la qualità democratica,
- l’Italia deve completare la sua Agenda WPS,
- la pace è presenza di diritti, non solo assenza di guerra.
Riflessione finale
Lipori ci lascia una domanda implicita che oggi, a 80 anni dal voto del 1946, diventa urgente:
come può una Repubblica nata dalla riconciliazione accogliere le donne che arrivano da conflitti che non abbiamo voluto vedere?
E forse la domanda che dobbiamo porci è ancora più radicale… che cosa significa oggi riconciliare un popolo quando quel popolo è già cambiato, già mescolato, già attraversato da migrazioni che ridisegnano la nostra identità collettiva?

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