
“Scolari ospiti. italiani a scuola in Svizzera” di Paolo Barcella
Di Madaì Bonilla
I complessi percorsi scolastici delle bambine e dei bambini italiani in Svizzera
Con interventi di: Guglielmo Bozzolini, Toni Ricciardi e Angelo Villa
L’immagine di copertina riprende un dettaglio del disegno di Kurt von Ballmoos realizzato per l’opuscolo” Gli emigrati e la scuola”, pubblicato da ECAP-CGIL, Cineteca Alfredo Pollitzer Zurigo, Società Umanitaria Milano e Federazione Colonie Libere Italiane in Svizzera nel 1973.
Il volume parte dalle carte conservate presso gli archivi delle scuole “Enrico Fermi” di Zurigo e Dante Alighieri di Winterthur.
La ricostruzione storica e intrecciata a una riflessione su centinaia di scritture scolastiche che raccontano una pagina della storia della scuola italiana in Svizzera, realizzate in epoche diverse da alunne e alunni italiani che raccontano la loro esperienza migratoria, le difficoltà linguistiche d’inserimento in un nuovo sistema scolastico e le sfide che hanno dovuto affrontare in questo nuovo contesto sociale.
Guglielmo Bozzolini, Toni Ricciardi e Angelo Villa, con il loro prezioso contributo arricchiscono ancor di più l’attenzione che l’autore a voluto dare al punto di vista dei ragazzi e delle ragazze sull’immigrazione italiana.
Nel volume troveremo brevi racconti che ci offrono punti di vista giovanili sulla realtà, che attraverso i temi vengono portati in tempo reale, mentre le esperienze si stanno vivendo e non in forma di ricordo. Sono sguardi sulla Svizzera di chi ancora sta cominciando a scoprirla. Sono sguardi sulla quotidianità che ci permettono di accogliere con leggerezza anche le cose più ridicole e paradossale.
Le scritture scolastiche “Sebastiano, 1973:
Mi trovo in Svizzera già da quattro anni. Appena arrivato in Svizzera notai delle differenze. La prima cosa che io notai fu il comportamento dei miei genitori; parlavano piano, camminavano in punta di piedi, io ero annoiato, capii subito che non ero più nella mia patria, ero ospite di uno stato che ama la calma ed io devo rispettare.”
“Margherita, 2004:
Caro diario, ormai sono arrivata fino a cui, credo di essere stata così coraggiosa, ho fatto dei cambiamenti così in fretta, semplicemente perché mi sono trovata in questa scuola, dove ho trovato l’affetto dei miei compagni. Nella scuola in Svizzera non ho avuto delle simpatie, la mi hanno trattata come se fossi una ritardata.”
Se vuoi approfondire di più sull’adolescenza e migrazione nelle scritture scolastiche oppure sull’immigrazione dall’Irpinia a Zurigo nel post-terremoto,
Ti consigliamo di recarti verso la nostra biblioteca per leggerlo
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Studi Emigrazione – marzo 2019 – n°214



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