
Celeste bambina nascosta: La migrazione italiana in Svizzera

Celeste bambina nascosta: fumetto di Pierdomenico Bortune e Cecilia Bozzoli.
L’autore con questo racconto ci apre una finestra su una pagina poco conosciuta e dolorosa sulla storia della migrazione italiana in Svizzera: quella dei bambini nascosti, figli di lavoratori stagionali costretti a vivere nella clandestinità tra gli anni ’50 e ’70 costretti a restare invisibili a vivere segregati nelle baracche senza poter andare a scuola o giocare all’aperto, nella paura di essere scoperti ed espulsi, costretti a vivere nascosti per sfuggire alle rigide leggi migratorie svizzere, che vietavano il ricongiungimento familiare per i lavoratori stagionali.
Una memoria da non dimenticare:
Il fenomeno dei bambini nascosti rappresenta una delle pagine più buie della politica migratoria Svizzera, che solo negli anni 90 ha riconosciuto il diritto all’istruzione per tutti i minori, indipendentemente del loro status legale.
Il fumetto vede come protagoniste Celeste e Lèane. Figlie di due diversi percorsi di migrazione.
Celeste, arrivata in Svizzera negli anni sessanta, con il suo papà stagionale, ha fatto parte di quei “bambini nascosti” che hanno vissuto sulla loro pelle le difficoltà di una migrazione ancora molto difficile, in un paese che spesso non conosceva il significato della parola accoglienza o integrazione.
Lèane, una giovane studentessa di Neuchâtel, è una cosiddetta seconda generazione. Le piace l’Italia, ricorda con tanta nostalgia le leccornie che le preparava la nonna italiana.

Nel dicembre 2020 in piena pandemia covid-19, la giovane Lèane frequenta un corso di lingua e cultura italiana e grazie a un compito che deve presentare incontrerà Celeste, un’anziana vicina di casa con un passato di bambina nascosta.
La sua è una storia molto difficile, i primi anni vissuti in Svizzera sono stati di solitudine e paura ma anche di lotta e soprattutto di solidarietà.

Le due protagoniste principali del fumetto, rappresentano pienamente il mondo della migrazione italiana in Svizzera negli ultimi cinquanta anni.
Raccontare le migrazioni con il fumetto è un efficace strumento per raggiungere i giovani, promovendo l’empatia, il pensiero critico, la consapevolezza. Aiutandoli a riflettere su come le politiche restrittive sull’immigrazione possano avere conseguenze devastanti sulla vita delle persone, in particolare dei bambini, che vengono privati della loro infanzia e del loro diritto all’istruzione e alla normalità. Questo fumetto fa incontrare diverse generazioni e richiama l’attenzione sull’urgenza di politiche di accoglienza più inclusive, politiche che da ieri ad oggi non sono mai state davvero implementate.

“Il silenzio è stato a lungo compagno degli emigrati in Svizzera. Questo libro restituisce loro la parola, raccolta nelle nuvole dei fumetti, sottolineata dal tratto del disegno. Che sia una parola di speranza per il futuro, di coesione e crescita condivisa”. (Silvio Mignano. Ambasciatore d’Italia in Svizzera).
Potete leggere il volume presso la nostra biblioteca
Leggi anche:
Ecco il n. 237/2025 di Studi Emigrazione
Un mondo a porte chiuse? Immigrazione e politiche restrittive, 1924-2024
Di Madaì Bonilla

Leave a Comment