Recensione della rivista INSIEME – Luglio–Agosto 2026
Perché questo numero è cruciale. La rivista INSIEME dedica il numero di Luglio–Agosto 2026 a un tema che oggi è più urgente che mai: la migrazione giovanile e le nuove forme di vulnerabilità, tra cui il football trafficking. La pagina 24, intitolata “L’unico finale possibile”, è il cuore pulsante del volume, un racconto che diventa specchio delle contraddizioni europee contemporanee, dove il sogno di mobilità si intreccia con la paura della diversità.
L’unico finale possibile – La storia di Momo come specchio dell’Europa contemporanea
L’articolo, curato da Luca Panarese, presenta un’intervista a Paola Cereda, autrice del romanzo L’unico finale possibile. Panarese apre con una frase che sintetizza l’intero dramma: “La storia di un ragazzo. Anzi, di tre ragazzi”. Due italiani della periferia torinese, uno senegalese, tre traiettorie che si incrociano nel punto più fragile della mobilità contemporanea: la promessa del talento come via di fuga dalla povertà.
Cereda racconta la vicenda di Momo, un ragazzo senegalese che lascia il suo villaggio per inseguire un sogno: diventare calciatore in Italia. Un sogno che si rivela un inganno. Panarese sottolinea come “Momo sia stato truffato nella sua buona fede”, convinto da un falso procuratore che lo avrebbe portato a giocare in Italia. Il risultato è devastante: Momo diventa un minore straniero non accompagnato, vittima di una catena di aspettative familiari, investimenti comunitari e illusioni globali.
Cereda, nell’intervista, afferma:
“Le storie vere vanno maneggiate con cura… perché dietro ogni sogno c’è una comunità che ha investito tutto.” (cit. Cereda, intervista Panarese, INSIEME, 2026)
Questa frase è centrale: la migrazione non è mai solo individuale. È un fenomeno collettivo, comunitario, transnazionale.
Il parallelismo con la mancata partecipazione dell’Italia ai Mondiali
Panarese costruisce un parallelismo narrativo potente: mentre Momo non scende mai in campo, anche l’Italia non partecipa ai Mondiali. Il calcio, simbolo di riscatto nazionale, diventa metafora di un Paese che fatica a riconoscere il valore della diversità.
Durante i Mondiali, molte nazioni hanno celebrato la pluralità delle origini dei loro giocatori. Ma, come ricorda Panarese, “non sono mancate le critiche verso chi aveva origini diverse dalla bandiera che rappresentava”. Il calcio diventa così un laboratorio sociale: mostra l’unione possibile… ma anche la resistenza verso ciò che è percepito come “altro”.
Migrazione giovanile e football trafficking: dati e contesto europeo
Le ricerche recenti confermano la gravità del fenomeno. Secondo l’UNODC (2024), il football trafficking coinvolge ogni anno tra i 15.000 e i 20.000 minori africani che vengono reclutati con false promesse di contratti sportivi. In Italia, il Ministero dell’Interno ha registrato nel 2025 oltre 6.000 minori stranieri non accompagnati, molti dei quali arrivati attraverso reti informali legate allo sport.
Perché leggere questo numero di INSIEME
- umanizza il fenomeno migratorio, evitando numeri astratti e mostrando volti, storie, comunità;
- denuncia una forma di sfruttamento poco discussa, il football trafficking;
- collega sport, politica e identità nazionale, mostrando come la diversità sia ancora un nodo irrisolto;
Riflessione…
Leggere INSIEME significa confrontarsi con una domanda che non possiamo più evitare: quante storie come quella di Momo restano invisibili perché non corrispondono al finale che vorremmo?
E, soprattutto, siamo davvero pronti a riconoscere che la diversità non è una minaccia, ma una possibilità?

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