Oltre i confini, 7 ottobre 2026. Dialogo con gli Scalabriniani nel mondo: da Parigi, p. Barly Kiweme
Una proposta del CSER per conoscere e capire sempre meglio il mondo e la chiesa. |
Parigi: una metropoli storicamente multiculturale. |
L’incontro di oggi, 7 ottobre 2026, ci conduce in Francia, e precisamente nella capitale Parigi, città simbolo della storia transalpina e metropoli cosmopolita dove diverse origini e appartenenze sono di casa, e dove incontriamo padre Barly Kiweme che, da diversi anni è rettore della missione cattolica italiana di Parigi e recentemente, a nome della conferenza episcopale francese, anche coordinatore delle comunità cattoliche francofone nel mondo.
La Francia è riconosciuta come paese di immigrazione di vecchia data. Dal 1851, quando si lancia nella Rivoluzione industriale ed ha quindi bisogno di molta mano d’opera per l’industria, la metallurgia e l’edilizia, arrivano in Francia centinaia di migliaia di lavoratori prima dal vicino Belgio e in seguito dall’Italia. Dopo la Prima guerra mondiale, per ricostruire il paese e rilanciare l’economia, la Francia ha bisogno di altra mano d’opera e così oltre alla ripresa dell’emigrazione italiana, immigrati originari di paesi non-frontalieri arrivano numerosi in Francia che accoglie gli Armeni che fuggono il genocidio, gli Ebrei provenienti dall’Europa centrale, Rumeni, Russi e Polacchi. Anche dopo la Seconda guerra mondiale e fino agli anni 1970 il ricorso all’immigrazione massiccia è indispensabile per la ricostruzione: arrivano così i lavoratori migranti nordafricani delle ex colonie (Algerini, Tunisini, Marocchini) e poi gli spagnoli, i portoghesi e gli Africani sub-sahariani… E quando dal 1974 si decide di chiudere le frontiere ai lavoratori migranti aumentano gli arrivi di mogli e figli con i ricongiungimenti familiari, trasformando e modellando dall’interno la società francese. Oggi, a distanza di oltre 50 anni da quella fatidica data della chiusura ufficiale delle frontiere francesi agli immigrati, p. Barly ci racconta com’è la realtà migratoria in Francia, come è cambiata la società francese e la stessa chiesa francese con una presenza consolidata di discendenti di immigrati, ormai di terza, quarta o quinta generazione.

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