Migranti Press numero 3-4 -marzo-aprile 2026
E’ uscito il numero 3-4/2026 di Migranti Press, il periodico mensile della Fondazione Migrantes Anno XLVII.
Il Dossier offre una mappa analitica e rigorosa per comprendere le sfide dei flussi migratori, mettendo al centro i volti, la voce e le storie di chi attraversa i confini. La pubblicazione si propone come uno spazio di riflessione profonda della complessità delle migrazioni dal punto di vista di genere, il legame con le terre d’origine, la preoccupazione della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea sul Regolamento rimpatri UE, e l’analisi di tanti altri temi importanti di attualità.
Donne migranti: protagoniste invisibile della mobilità globale
Mons. Gian Carlo Perego, introduce il punto di vista di genere come chiave di lettura imprescindibile per comprendere le migrazioni contemporanee. L’articolo lancia e approfondisce il tema dell’undicesima edizione del Festival della Migrazione (in programma dal 5-15 novembre 2026 tra Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, in rete con il Festival dell’accoglienza di Torino): “Donne migranti: vite in movimento tra diritti, cittadinanza, lavoro e culture”. Con l’obiettivo di narrare la realtà migratoria superando ogni semplificazione ideologica o strumentalizzazione politica, focalizzandosi proprio sulla centralità della figura femminile.
L’analisi di Mons. Perego scardina l’immagine stereotipata del migrante esclusivamente maschio attraverso dati statistici di grande impatto: le donne rappresentano il 52,7% dei migranti nel mondo e il 50% dei migranti in Italia, oltre a costituire il 51% dei rifugiati a livello globale (più di 60 milioni di persone). Nel contesto italiano, la presenza feminile supera la media nazionale in alcune delle prime dieci collettività storiche per il nostro Paese: è il caso dell’ucraina(75,8%), della Romania (56,4%) e delle Filippine (56,9%), cifre confermate dai dati del rapporto annuale 2025 curato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Al contempo, il fenomeno tocca anche i flussi in uscita, con una componente femminile tra gli emigrati dall’Italia che ha raggiunto il 48,3%.
Lavoro e vulnerabilità: le sfide dell’inclusione al femminile
Sul piano economico e sociale, Mons. Perego evidenzia il ruolo insostituibile delle oltre 1 milione di donne immigrate inserite nel mercato del lavoro italiano. Un dato in costante crescita (+5%), caratterizzato da una fortissima specializzazione settoriale: il 31,5% di esse è occupato nei servizi alle famiglie e di cura, confermandosi come il vero welfare invisibile che sostiene la struttura sociale del nostro Paese. Un capitale umano che come sottolineato dall’autore, richiede con urgenza di essere riconosciuto non più solo in termini di forza lavoro, ma come soggetto primario di diritti, cittadinanza e trasformazione culturale.
“Anche uno solo di questi bambini”
È il messaggio che Papa Leone XIV ha scelto per la 112° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2026 (GMMR). Il Papa ha scelto come titolo e guida un chiaro richiamo al Vangelo di Matteo. Con questa scelta il Pontificie intende porre l’accento e la massima sollecitudine ecclesiale sui minori coinvolti nei flussi migratori, richiamando le istituzioni e la società civile al dovere dell’accoglienza. Di fronte a uno scenario geopolitico che minaccia i diritti e la dignità dei più piccoli, la sfida migratoria non può essere ridotta a un freddo dibattito incentrato su numeri o percentuali, poiché ogni singolo minore non accompagnato o figlio di migranti rappresenta un valore umano assoluto che richiede risposte urgenti, efficaci e protettive.
La diaspora iraniana e la complessità della guerra
All’interno della sezione “Primo piano”, troviamo un’articolata intervista del giornalista Simone M. Varisco alla sociologa Minoo Mirshahvalad (ricercatrice all’Università di Copenaghen) dove affronta i drammatici risvolti geopolitici in Medio Oriente.
Mirshahvalad scardina la rappresentazione polarizzante dei media mainstream, divisi nella narrazione binaria tra “buoni e cattivi”, ed evidenzia la profonda frammentazione interna alla stessa diaspora iraniana in Italia (che al 1° gennaio 2025 contava oltre 23 mila residenti, concentrati per il 68,9% al Nord). La studiosa critica la strumentalizzazione occidentale dei diritti delle donne e mette in guardia dall’entusiasmo di una parte della diaspora per i conflitti mediorientali, descritti come parte di un “progetto coloniale” dannoso per i civili.
Articoli che troverai nel Dossier:
“Tornanza e Restanza”: la sfida contro lo spopolamento
I Ghetti che uccidono in silenzio
Su detenzione e rimpatri l’Europa rinuncia a sé stessa
I caminanti di Sicilia visti “dall’interno”
In sintesi, le pagine di questo numero di Migranti Press offrono molto più di una semplice fotografia della mobilità umana: delineano un manifesto politico e culturale per il futuro. Per l’Italia e per l’Europa, la vera sfida non si gioca sui numeri o sui confini, ma sulla capacità di trasformare la mobilità in una risorsa circolare: riconoscendo pieni diritti civili e lavorativi alle nuove cittadine, offrendo spazi di espressione laica e critica alle diaspore e creando le condizioni infrastrutturali affinché il diritto di restare e il coraggio di tornare trovino una ponda legislativa concreta. Solo superando l’approccio puramente assistenziale si potrà trasformare la gestione dei flussi in un’opportunità di rigenerazione culturale ed economica per l’intero Paese.
Madaì Bonilla

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