Migranti Press numero 11-12 novembre-dicembre 2025
È uscito il numero 11-12 novembre- dicembre 2025 della Rivista Migranti Press, il periodico mensile della Fondazione Migrantes Anno XLVI.
Il numero di fine anno invita a superare gli ostacoli ideologici e retorici nel parlare di migrazione, integrando i dati più recenti del Rapporto Italiani nel Mondo 2025. Il rapporto offre una panoramica non solo quantitativa ma qualitativa della mobilità: gli italiani che vivono all’estero provengono da tutte le regioni e trovano spesso nuove condizioni lavorative, sociali e familiari.
La pubblicazione, curata dalla Fondazione Migrantes, agisce come raccordo tra la dimensione pastorale e quella sociologica, offrendo una panoramica completa sulla “giovane Italia silenziosa” che sta trasformando il volto del Paese.
In primo piano:
Oltre la fuga e la retorica. Un nuovo sguardo sulla mobilità umana
Di Delfina Licata
Nel cuore del nuovo numero di Migranti Press la ricostruzione del fenomeno migratorio italiano scardina vecchie narrazioni di “fuga dei cervelli” e invita a leggere la mobilità come un movimento articolato di persone e talenti che cercano opportunità e significato oltre confine.
I dati più recenti del Rapporto italiani nel Mondo 2025 mostrano che la mobilità italiana non è un evento episodico ma una tendenza strutturale: in vent’anni si contano oltre 1,6 milioni di espatri a fronte di 826 mila rimpatri, con un saldo migratorio negativo di circa -817 mila cittadini. Inoltre, Il rapporto evidenza, che 6,4 milioni di italiani sono iscritti all’AIRE (Anagrafe degli italiani Residenti all’Estero), ovvero quasi 1 italiano su 9 vive all’estero. I giovani (18-34 anni) rappresentano oltre il 70% delle nuove iscrizioni per espatrio, con una crescita costante delle partenze dal 2023 al 2024.
Secondo la Licata, parlare di “cervelli” rischia di semplificare una realtà complessa e di offendere la dignità individuale e collettiva di chi parte. Meglio parlare di talenti in movimento: persone con competenze diverse, spesso giovani, ma anche adulti motivati da percorsi familiari, professionali e vitali che sfuggono a dualismi banali.
Donne nel mondo che salvano e si salvano
di Antonella Mariani
Al centro della sezione dedicata a migranti e rifugiati troviamo le storie di donne che vivono il viaggio non solo come spostamento fisico ma come percorso di trasformazione personale e collettiva proponendo un sistema di “salvezza” che nasce dalla solidarietà femminile e dall’impegno sociale.
Questi racconti mostrano donne che, pur in situazioni difficili, salvano sé stesse e gli altri: attiviste, operatrici della società civile, madri e protagoniste di comunità migranti. Testimonianze come quella di suor Albertina Pauletti, Direttrice dell’Istituto Madre Asunta che a Tijuana in Messico ospita madri e bambini in transito verso gli Stati Uniti, ci fa riflettere sul ruolo attivo delle donne in contesti di strema vulnerabilità.
In questo contesto, più che i numeri, sono le esperienze di attraversamento delle frontiere a suggerire che le donne non solo subiscono i processi migratori, ma li interpretano e trasformano con coraggio e creatività.
Leggi e Giurisprudenza
La rubrica curata di Alessandro Pertici per l’Ufficio nazionale per i problemi giuridici della CEI propone una riflessione sull’evoluzione normativa italiana e internazionale che incide sulla mobilità umana. L’articolo esamina aggiornamenti giuridici recenti, della complessa interazione tra diritti umani, diritto d’asilo, condizioni di ingresso e soggiorno e le tutele per i cittadini emigrati. La prospettiva giuridica e fondamentale per comprendere quanto le scelte politiche e legislative influenzino davvero i percorsi migratori: non solo come regolarizzazione deli ingressi, ma come riconoscimento di diritti, inclusione e partecipazione.
Pertici richiama alla necessità di una giurisprudenza coerente con l’evoluzione demografica e sociale dei fenomeni migratori, oltre a sottolineare la centralità delle tutele per chi si sposta e per chi resta in un mondo sempre più interconnesso.
In sintesi: La complessità della mobilità umana non è una fuga in senso stretto né una perdita netta di talento: è una trasformazione dinamica e stratificata, fatta di persone reali che si muovono, creano legami, producono valore sociale ed economico in molteplici contesti. Essa nelle sue tante forme, non è una crisi da contenere ma un processo da comprendere, governare e valorizzare per chi parte, per chi arriva e per chi resta.
Madaì Bonilla

La mobilità umana – analisi e riflessioni
Analisi dei processi migratori e prospettive attuali Questa recensione del libro, pubblicato nel 2023, La mobilità umana di Oliviero Forti, esperto di politiche migratorie, offre una panoramica critica e approfondita sul tema delle migrazioni e degli spostamenti globali. L’opera analizza le dinamiche sociali e culturali legate alla mobilità, proponendo riflessioni

Migranti Press numero 10 di ottobre 2025
Il numero 10/2025 di Migranti Press, il periodico mensile della Fondazione Migrantes Anno XLVI, porta all’attenzione dei lettori l’ultimo rapporto pubblicato: “Giovani protagonisti silenziosi”, XXXIV Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes 2025 Una panoramica completa sulle sfide e le speranze legate all’immigrazione in Italia. Il Dossier analizza come la mobilità giovanile stia ridefinendo

Sole verso nuove patrie A cura di Daniela Rossini, Alberto Belletti
Di Carola Perillo L’Italia nazione di partenze L’Italia è stata, per oltre un secolo, una nazione di partenze. Navi, treni, valigie di cartone: milioni di uomini e donne lasciarono le loro case tra Ottocento e Novecento, inseguendo lavoro, dignità, libertà. Ma mentre la storia ha spesso ricordato gli uomini –

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