IDOS migrazioni Lazio 2026 – Ventunesimo Rapporto sulle Migrazioni a Roma e nel Lazio
Nei giorni scorsi il CSER ha partecipato al Ventunesimo Rapporto dell’Osservatorio sulle Migrazione a Roma e nel Lazio, curato da IDOS insieme all’istituto di Studi Politici “S. Pio V”. Come Centro Studi Emigrazione – CSER, eravamo presenti non solo per ascoltare, ma per comprendere come questo nuovo volume si inserisca nel lavoro che da anni portiamo avanti sul tema delle migrazioni, dell’accoglienza e delle trasformazioni sociali.
Durante l’incontro, le parole delle istituzioni, dei ricercatori e degli operatori hanno restituito un quadro complesso, fatto di numeri, ma anche di storie, di contraddizioni, di sfide e di possibilità. È un rapporto che parla di noi, della nostra regione, delle nostre città, dei nostri quartieri, e di come stanno cambiando.
La demografia: chi vive oggi nel Lazio e perché questo conta
Il primo dato che colpisce è semplice ma enorme: nel Lazio vivono 651.033 cittadini stranieri, pari all’11,4% della popolazione regionale.
Questo significa che più di una persona su dieci non ha cittadinanza italiana, ma vive lavora, studia, cresce figli e contribuisce alla vita sociale ed economica del territorio. Il rapporto lo spiega chiaramente:
“I cittadini stranieri confermano il loro cruciale nel sostenere gli equilibri demografici della regione.”
Perché?
Perché mentre la popolazione italiana diminuisce (-0,3%), quella straniera cresce più dell’1,2%. E senza questa crescita, il Lazio perderebbe residenti in modo molto più rapido.
Le nascite: un contributo decisivo
Gli stranieri rappresentano:
- 14,1% delle nascite regionali
- 21,2% se si includono le coppie miste
In un Paese che invecchia e fa sempre meno figli, questo dato è fondamentale.
Una popolazione più giovane
Il 75% degli stranieri ha meno di 50 anni. Tra gli italiani, solo il 50%.
Questo significa che gli stranieri sostengono:
- la forza lavoro
- il sistema previdenziale
- i servizi
- l’economia regionale
Eppure, anche tra loro si osserva un calo delle nascite e un progressivo invecchiamento. Segno che la stabilizzazione porta con sé dinamiche simili a quelle della popolazione italiana.
Roma e le province: cinque territori, cinque storie diverse
Roma Capitale: una città che cambia pelle
Roma ospita 392.090 stranieri, pari al 14% della popolazione. La città perde residenti italiani, ma cresce la componente straniera.
Alcuni municipi come il V e il VI sono veri poli di insediamento, con una presenza giovanile molto alta. Il Municipio I, invece, ha la percentuale più elevata di stranieri (21,7%), ma con un profilo più adulto. Comune di Roma – Osservatorio Statistico
Le province: un mosaico complesso
- Latina: forte immigrazione per lavoro agricolo, presenza indiana tra le più alte d’Italia.
- Viterbo: attrattiva crescente, saldo migratorio interno positivo.
- Frosinone: incidenza più bassa, cittadinanze in calo.
- Rieti: tasso migratorio estero più alto della regione.
- Roma hinterland: migrazione familiare stabile, soprattutto romena e albanese.
Questa diversità territoriale è fondamentale per capire le politiche locali e le sfide dell’integrazione.
Perché leggere questo rapporto?
Perché ci restituisce un’immagine reale non ideologica delle migrazioni nel Lazio. Perché ci obbliga a guardare oltre gli slogan. Perché ci ricorda che dietro ogni numero c’è una storia, un percorso, una famiglia, un lavoro, una vita.
E perché, come ricorda il rapporto stesso, le migrazioni non sono un’emergenza… sono una componente strutturale della società contemporanea.
Riflessione finale – E una domanda aperta
Il Ventunesimo Rapporto IDOS migrazioni Lazio 2026 ci consegna un territorio in trasformazione, attraversato da fragilità ma anche da energie vitali. Ci mostra che l’integrazione non è un fatto spontaneo, ma il risultato di politiche, scelte, investimenti, relazioni.
La domanda che resta aperta è semplice, ma decisiva:
Siamo pronti, come istituzioni e come società, a trasformare questi dati in visione politica e responsabilità collettiva… oppure continueremo a rincorrere l’emergenza senza affrontarne le cause?

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