Costruire ponti tra le culture: recensione sulla comunicazione interculturale SIMI–UISG
L’incontro “Costruire ponti tra le culture”, promosso dall’Istituto Internazionale Scalabriniano per le Migrazioni (SIMI) e dalla Rete Internazionale Migranti e Rifugiati della UISG, si inserisce in un percorso formativo che da anni tenta di rispondere a una domanda semplice, eppure decisiva: come comunichiamo davvero quando ci muoviamo tra culture diverse? Il comunicato ufficiale descrive il webinar come uno spazio per “comprendere meglio i principi chiave della comunicazione interculturale” e per acquisire strumenti capaci di “riconoscere e superare pregiudizi, stereotipi e incomprensioni”.
Perché questo webinar è importante oggi?
Viviamo in una società italiana che cambia rapidamente. I dati ISMU mostrano che oltre 930.000 studenti nelle scuole italiane hanno cittadinanza non italiana, pari all’11,6% del totale, con una crescita significativa negli ultimi anni e una forte concentrazione nel Nord Italia. Questi numeri non sono solo statistiche sono vite, storie, lingue, immaginari.
In questo contesto, parlare di comunicazione interculturale non è un lusso accademico. È una necessità sociale.
La relatrice, Veronica de Sanctis, accompagna chi ascolta dentro un percorso che non è solo formativo è trasformativo. Parla di cultura come di un “filtro”, un paio di lenti invisibili che tutti indossiamo senza accorgercene. E quando queste lenti non le riconosciamo, rischiamo di vedere l’altro in modo distorto o incompleto. La responsabilità comunicativa torna alla mente l’analisi proposta nell’articolo CSER Narrazioni e migrazioni: il ruolo dei media nella costruzione dell’immaginario, dove si sottolinea come le parole non siano mai neutre… e come possano costruire o distruggere ponti. Il webinar sembra quasi proseguire quel discorso, portandolo dentro la pratica quotidiana di chi lavora con persone migranti.
Durante il webinar, è emersa una dimensione chiave die principi della comunicazione interculturale” e imparare a “superare pregiudizi, stereotipi e incomprensioni”. Nel corso dell’incontro, si capisce che non è un invito generico è un’urgenza.
Il webinar SIMI–UISG risponde proprio a questa urgenza:
- offre strumenti per una comunicazione rispettosa e inclusiva
- invita a ripensare la narrazione sulle migrazioni
- propone un approccio etico alla rappresentazione dell’alterità
Rilevanza del processo di mediazione culturale nel contesto dell’incontro
Uno degli aspetti più interessanti emersi nel contesto del lavoro preparatorio riguarda la mediazione linguistica, intesa non come semplice trasposizione di parole, ma come passaggio di senso, di intenzioni, di mondi. La traduzione, in questo quadro, diventa una forma di cura: un gesto che permette a contenuti complessi di essere compresi, condivisi, interiorizzati.
Questo approccio rispecchia perfettamente lo spirito dell’incontro: la comunicazione interculturale non è un esercizio tecnico è un atto relazionale. Richiede consapevolezza, attenzione, capacità di sospendere il giudizio e di riconoscere che ogni parola porta con sé un universo culturale. E questo è il cuore del lavoro interculturale.
Una riflessione aperta
C’è una frase che spesso emerge nei percorsi interculturali: “L’altro non è mai come te lo immagini.” E allora emerger una domanda importante: siamo davvero pronti a incontrare l’altro per ciò che è, e non per ciò che pensiamo che sia? Forse è da qui che inizia davvero la costruzione di un ponte.

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