Comunità Tunisina – Rapporto annuale 2025
Una delle comunità più nota nel territorio italiano, per la stratificata e longeva presenza nel mediterraneo contemporaneo, e il Rapporto Annuale 2025 offre una fotografia densa, complessa, profondamente rivelatrice. Il documento, che registra 112.486 tunisini regolarmente soggiornati al 31 dicembre 2024, sottolinea come la presenza sia “raddoppiata negli ultimi 20 anni” e come sia incremento del +12,8% rispetto al 2023. Questa crescita non significa solo dati statistici, è un contributo culturale, sociale, generazionale. Un movimento che parla di lavoro, di famiglie, di giovani, di radicamento e di trasformazioni identitarie.
Una breve storia migratoria… per capire il presente
La migrazione tunisina verso l’Italia inizia già negli anni Sessanta, ma è dagli anni Ottanta che assume una forma più strutturata, legata soprattutto alla pesca, all’agricoltura e alle reti familiari. Mazara del Vallo diventa uno dei poli simbolici di questa storia, come documentato da studi etnografici e linguistici, tra cui l’analisi dell’arabo parlato dalle seconde generazioni pubblicata dall’Istituto Euroarabo di Mazara Vallo. Questa storia intreccia lavoro, lingua, religione, memoria e anche vicende familiari complesse, come quelle raccontate nel volume Il mortaio di Gaspare. La tunisina e l’Italia, più che un confine sono nazioni che si osservano e si rispecchiano nel Canala di Sicilia da sempre.
Una comunità giovane, dinamica, in trasformazione
Il rapporto evidenzia una struttura demografica giovane: “La comunità tunisina in Italia si caratterizza per un’età media di 35-9 anni, i minori rappresentano il 20,8% della collettività”. Questa presenza giovanile è un indicatore di stabilizzazione familiare, ma anche di sfide educative e sociali. Gli studenti tunisini sono 24.981, in crescita dell’8,6%. Gli universitari aumentano del 46% in un solo anno. Eppure, accanto ai segnali di mobilità sociale, emergono criticità profonde: il tasso di NEET tra i giovani tunisini raggiunge il 49,4%, con un drammatico 60,3% tra le ragazze.
Questi numeri parlano di un nodo culturale e strutturale, l’incontro tra modelli familiari tradizionali, aspettative di genere e un mercato del lavoro italiano che fatica ad assorbire giovani stranieri.
Lavoro, precarietà, specializzazione: un’identità professionale stratificata
Un dato molto importante che emerge dal rapporto, con un tasso di occupazione del 43,4%, uno di disoccupazione al 19,2% e un’inattività al 46,1%, la comunità tunisina si colloca all’ultimo posto tra le principali collettività non UE per partecipazione al mercato del lavoro. Il 63% degli uomini partecipano al mercato del lavoro rispetto alle donne un 21% è occupata. Manodopera specializzata: 39,7% Manodopera non qualificata: 37,7% Settore primario (Agricoltura, caccia, pesca): 28,2% Settore industriale: 19,5%. Tale marcata concentrazione in occupazioni manuali e stagionali genera instabilità lavorativa, ma al contempo favorisce una sorta di “specializzazione culturale” che definisce l’identità del gruppo. La pesca tunisina in Sicilia, per citare un caso, rappresenta un vero e proprio patrimonio antropologico riconosciuto.
Un fenomeno culturale e antropologico: cosa ci dice davvero questo rapporto
Il rapporto ci dice che:
- il 53,9% dei tunisini è lungosoggiornante
- nel 2024 ci sono state 5.189 acquisizioni di cittadinanza
- le imprese individuali tunisine sono 12.588
- quasi la metà (49,3%) è nelle costruzioni
Sono numeri che parlano di stabilità, di progettualità, di un radicamento che non è più provvisorio. La comunità tunisina non è più “di passaggio” è parte del tessuto sociale italiano.
Quali apporti porta la comunità tunisina all’Italia
Gli apporti sono molteplici:
- economici: agricoltura, pesca, edilizia, logistica
- culturali: lingua, cucina, tradizioni, musica, ritualità
- sociali: reti familiari, associazionismo, seconde generazioni
- demografici: un contributo essenziale in un Paese che invecchia
- imprenditoriali: quasi 13.000 imprese individuali
- interculturali: nuove forme di convivenza e di cittadinanza
La comunità tunisina è oggi parte integrante del tessuto italiano… e il rapporto lo conferma con chiarezza.
Conclusione… una comunità che racconta l’Italia di oggi
La comunità tunisina in Italia è uno specchio delle trasformazioni del Paese. È giovane, mobile, complessa. È radicata e allo stesso tempo in movimento. È una comunità che porta con sé memorie mediterranee, lingue plurali, economie transnazionali, sfide generazionali.
Il Rapporto 2025 ci invita a guardare oltre i numeri… a leggere la migrazione come fenomeno umano, culturale, storico. E ci ricorda che l’Italia, per capire se stessa, deve guardare anche alle sue comunità migranti.

Leave a Comment