
Recensioni di 3 libri sulla storia e le storie che si intrecciano nel Mediterraneo
Mobilità mediterranee nell’età moderna
Matteo Sanfilippo
Studiare la storia del Mediterraneo
In questo articolo presentiamo tre libri sulla storia del Mediterraneo, che raccontano le vicende e le storie intrecciate di popoli e culture.
Guillaume Calafat e Mathieu Grenet sulle Méditerranées. Une histoires des mobilités humaines (1492-1750) (Paris: Points, 2023), il più importante e completo studio sinora apparso sul tema, non ha costituito un punto finale dello studio delle migrazioni nel Mare Nostrum, anzi ne ha favorito l’ampliamento. Ha così saldamente ancorato tale riflessione alla più generale analisi del Mare Interno, come ha ricordato Egidio Ivetic in Studiare la storia del Mediterraneo (Bologna: il Mulino), 2024).
Mediterraneo Corsaro
Due recenti summe di due affermate autrici segnalano quanto la mobilità sia elemento preponderante nella vicenda mediterranea. Giovanna Fiume (Mediterraneo corsaro. Storie di schiavi, pirati e rinnegati in età moderna, Roma: Carocci, 2025) e Maria Giuseppina Muzzarelli (La Seňora. Vita e avventure di Gracia Nasi, Roma-Bari: Laterza, 2024) illuminano aspetti apparentemente lontani, ma fondamentali di questo mare, percorso in tutti i sensi da chi per forza o volontariamente doveva migrare. La guerra da corsa dei cristiani contro i musulmani e di questi verso i primi comporta un grande numero di prigionieri, che mediamente restano tali per almeno cinque anni e in tale lasso di tempo sono utilizzati o venduti come schiavi. In quanto tali sono mossi da un lato all’altro del Mediterraneo: dalla sponda africana a quella europea e dal Mar Nero all’Europa occidentale. Talvolta poi passano dalla tratta mediterranea a quella atlantica e si ritrovano in luoghi ancora più lontani. Gracia Nasi, come tanti ebrei convertitesi al cristianesimo in Portogallo dopo le persecuzioni di fine Quattrocento, teme un nuovo peggiorare delle proprie sorti e da Lisbona muove ad Anversa per gestire il patrimonio e il gruppo familiare, poi si sposta in Italia (a Ferrara e a Venezia, trattando anche con le autorità pontificie), infine termina la propria esistenza libera e di nuovo ebrea a Istanbul.
La señora. Vita e avventure di Gracia Nasi
I due libri non illustrano soltanto casi isolati. Con Nasi si muovono decine e decine di persone, forse un centinaio, ma complesse realtà sociali, che vedono Ferrara, Venezia e Istanbul contendersi i nuclei ebraici espulsi da Spagna e Portogallo. Il movimento di schiavi tra le sponde del Mediterraneo coinvolge a sua volta milioni di persone nell’età moderna. Inoltre le due autrici scandagliano come i percorsi migratori si abbinino a percorsi religiosi, particolarmente complicati. Nasi torna alla religione ancestrale, come molti conversi che hanno accettato il cristianesimo per restare nelle proprie terre e salvaguardare la propria vita, ma lo abbandonano una volta di nuovo perseguitati. I cristiani catturati dai musulmani si convertono, così come questi ultimi quando sono schiavizzati dai primi, ma poi entrambi i gruppi tornano alle fedi originarie, se possono. E tuttavia non si fermano qui e alcuni, in base ai casi delle loro vite, si riconvertono, per poi tornare indietro di nuovo. Dietro, la storia del Mediterraneo dell’età moderna vi è un susseguirsi di spostamenti fisici e mentali che progressivamente risaltano dalla documentazione studiata.




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