Recensione della Rivista “Acontecer Migratorio- (marzo 2026)
La rivista Acontecer Migratorio è da sempre un dispositivo di memoria collettiva. Ogni numero raccoglie i tratti di un mondo che è in costante cambiamento, lo ricompone e si interroga. Specialmente questo numero del mese di marzo 2026, porta con una riflessione su argomenti attuali come conflitti, disuguaglianze di genere, crisi umanitarie e migrazioni forzate, restituendo un quadro che non è mai solo informativo, ma profondamente umano.
Aprire gli occhi sulle oscurità del mondo
La nota editoriale ci invita “abrir los ojos ante las oscuridades del mundo”. Come un richiamo etico che accompagna l’intero numero. La direttrice afferma che nelle guerre contemporanee, la prima vittima è sempre la verità. Citando le parole di papa Leone XIV, che chiede ai giornalisti alla stampa di mostrare “el sufrimento que la guerra siempre causa a las poblaciones”. Questa prospettiva si collega in quanto viene analizzato nello CSER riguardo all’Iran, dove la guerra è un conflitto politico che causa invisibilità. Nell’articolo “I migranti, vittime ignorate di ogni guerra, Iran inclusa”. Si riscontri come la narrazione internazionale tenda a oscurare le vite quotidiane, le fughe improvvise, le famiglie spezzate.
Disuguaglianze di genere, un sistema che continua a fallire
Il dossier Mujeres scritto dalla ONU, è uno dei contributi più forti del numero. La rivista utilizza una frase che pesa fortemente “las muejeres solo tiene nel 64 por ciento de los derechos legales de los que gozan lo hombres”. Non è solo un dato statistico e antropologico. Il che significa l’umanità e sommersa in un sistema giuridico che la considera incompleta. Il che porta a riflettere che la violenza non è un incidente, ma una struttura.
Un tratto della rivista ricorda che “en màs de la mitad de los paìses del mundo la violaciòn sigue sin definirse sobre la base del consentimiento”. Un punto che da ricercatrice tocca profondamente: la legge non è neutra, è un campo di battaglia simbolico.
Iran, RDC, Colombia… la geografia del dolore
Iran ACNUR stima “hasta 3,2 millones de personas desplazadas” all’interno del paese. È un’alta cifra che coinvolge a tante famiglie afghane, già vulnerabili, che si trovano senza rete di protezione. Questo argomento viene approfondite in altre recensione pubblicate dallo CSER, mostrando come la guerra in Iran produca una doppia marginalità, quella dei cittadini e quella dei rifugiati già presente nel territorio.
Repubblica Democratica del Congo Qui si delinea un altro scenario, l’esodo verso il Burundi, dove “,màs de 65.000 personas han encontrado refugio en el campamento de Busuma”. Le testimonianze riportate come quella di Anastasie Cubwa, restituiscono la dimensione umana della fuga: “Oìamos las bombas… me fui y me llevè a los niños”.
Questo racconto emotivo si collega alle analisi fatte dallo CSER sulla vulnerabilità dei rifugiati e sulla scarsità di risorse, come discusso nel contributo Fondazione UNHCR – 14 dicembre
Colombia Negli ultimi anni L’OACNUDH ha riconosciuto progressi istituzionali, ma avverte che “persisten retos relacionados con la violencia armada y la protecciòn de la poblaciòn civil”. Porta un esempio di come la pace non sia un evento, ma un processo fragile, continuamente minacciato da economie e attori armati.
Migrazioni latinoamericane, tra fuga e resistenza
L’America latina è una delle principali protagoniste di questo numero, dedica un ampio spazio alle migrazioni regionali, con attenzione particolare al Venezuela. Il dilemma “quedarse o emigrar” è raccontato come una scelta impossibile, un bivio che non lascia vincitori. Questo argomento spiegato nell’articolo scritto da Neodemos recensito nello CSER Venezuela, una fuga senza ritorno in qui convengono su alcuni punti, la migrazione venezuelana non è un fenomeno passeggero, è una trasformazione strutturale del tessuto sociale latinoamericano.
La Chiesa e la mobilità umana, tra cura e presenza
La sezione dedicata alla pastorale migratoria mostra una Chiesa che non osserva da lontano, ma cammina. Il documento di DSHI e della UCA evidenzia come le comunità cattoliche siano presenti “en fronteras, ciudades y comunidades remotas”, segue il metodo dell’accogliere, proteggere, promuevere e integrare. È un approccio che riconosce la mobilità come umana, non come emergenza.
Conclusione
Acontecer Migratorio è una rivista che non si limita a informare, ma invita a vedere e analizzare. Le citazioni, i dati, le testimonianze, le mappe… tutto converge verso un’unica domanda: cosa significa essere umani in un mondo che produce continuamente vulnerabilità? La recensione vuole restituire proprio questo, lo sguardo compassionevole, verso l’altro che unisce più che allontana, restituendo la memoria, ricerca e narrazione.

Fondazione dell’UNHCR, 14 dicembre 1950: storia, organi, Costituzione italiana e situazione attuale
Di Vanessa Klinger Il 14 dicembre 1950 segna la nascita dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), istituito nel 1950 per rispondere alle conseguenze della Seconda Guerra Mondiale e garantire protezione a chi era costretto alla fuga (UNHCR Italia). Celebrare questa ricorrenza significa riaffermare il diritto universale all’asilo

Recensione della Rivista “Acontecer Migratorio- (gennaio 2026)
Uno Sguardo alle Crisi Globali e Umanitarie L’edizione di gennaio 2026 di Acontecer Migratorio, pubblicata dai Missionari Scalabriniani, si presenta come un’analisi cruda e necessaria del panorama globale delle migrazioni forzate. La rivista mette in luce un mondo in preda al caos, all’incertezza e a decine di conflitti attivi. I Temi Centrali:

Venezuela, una fuga senza ritorno? Una lettura necessaria per comprendere la crisi migratoria contemporanea
La migrazione dal Venezuela è uno dei fenomeni più significativi dell’America Latina. Un articolo di Neodemos esplora l’esodo di milioni di persone costrette a lasciare il loro paese a causa di una crisi economica, instabilità politica e la mancanza di speranze di un ritorno. Questo contesto ci aiuta a capire

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