
Fondazione dell’UNHCR, 14 dicembre 1950: storia, organi, Costituzione italiana e situazione attuale
Di Vanessa Klinger
Il 14 dicembre 1950 segna la nascita dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), istituito nel 1950 per rispondere alle conseguenze della Seconda Guerra Mondiale e garantire protezione a chi era costretto alla fuga (UNHCR Italia). Celebrare questa ricorrenza significa riaffermare il diritto universale all’asilo e riflettere sulla situazione attuale, segnata da numeri record di sfollati e rifugiati nel mondo.
La nascita dell’UNHCR
Inizialmente il mandato era limitato a tre anni, ma la realtà delle migrazioni rese necessario renderlo permanente. La Convenzione di Ginevra del 1951 definì lo status giuridico dei rifugiati e sancì il diritto alla protezione internazionale (Goodwin-Gill & McAdam, 2007).
Organi e strutture dell’UNHCR
L’UNHCR opera sotto la guida di un Alto Commissario, attualmente Filippo Grandi, diplomatico con vasta esperienza nelle Nazioni Unite che guida l’agenzia dal 2016, il cui mandato terminerà il 31 dicembre 2025.
La struttura organizzativa prevede anche:
- Vice Alto Commissario e Assistente Alto Commissario: Supportano l’Alto Commissario nelle operazioni.
- Comitato esecutivo: composto da 79 Stati membri, approva bilanci e linee strategiche.
- Uffici nazionali, operativi in 134 Paesi, che collaborano con governi, ONG e agenzie come UNICEF, OMS e PAM (Betts & Collier, 2017).
Quadro costituzionale italiano
La celebrazione del 14 dicembre trova un chiaro riscontro anche nella Costituzione italiana, che ha posto le basi giuridiche per la protezione dei rifugiati.
Articolo 10 della Costituzione italiana
“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.” (Costituzione della Repubblica Italiana).
Questo articolo sancisce il diritto d’asilo come principio costituzionale, collegando l’Italia agli obblighi internazionali derivanti dalla Convenzione di Ginevra del 1951 e dal mandato dell’UNHCR.
Oltre 117 milioni di persone sono sfollate con la forza a livello globale, in base ai dati più recenti del MID-YEAR TRENDS 2025
Alla fine di giugno 2025, 117,3 milioni di persone in tutto il mondo erano sfollate con la forza a causa di persecuzioni, conflitti, violenze, violazioni dei diritti umani o eventi che disturbavano gravemente l’ordine pubblico.
Questo rappresenta 5,9 milioni di persone sfollate in meno rispetto alla fine del 2024, un calo di quasi il 5 per cento.
Questo cambiamento riflette un forte aumento dei ritorni di rifugiati e sfollati interni in alcune delle più grandi situazioni di sfollamento al mondo, tra cui Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo, Sudan e Siria. Tuttavia, molti dei ritorni sono avvenuti in condizioni avverse e in aree dove persiste l’insicurezza e l’accesso ai servizi di base è carente o gravemente limitato, sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità di questi ritorni.
I ritorni verso e all’interno di 7 paesi hanno rappresentato il 95 per cento di tutti i ritorni delle persone sfollate con la forza durante la prima metà del 2025:
- la Repubblica Democratica del Congo (1,9 milioni)
- Siria (1,5 milioni)
- Sudan (1,2 milioni)
- Afghanistan (874.900)
- Etiopia (438.100)
- Myanmar (261.500)
- Ucraina (306.300).
La celebrazione del 14 dicembre non è solo memoria storica, ma un invito alla responsabilità collettiva. I dati ci ricordano che la fuga non è una scelta, ma una necessità vitale. Umanizzare il linguaggio significa riconoscere che dietro ogni cifra c’è una persona, una famiglia, una storia interrotta.
Il compito dell’UNHCR e dei suoi partner è garantire che queste vite non restino sospese, ma possano ricostruirsi. La sfida è globale, ma anche locale: dalle politiche di accoglienza nei singoli Paesi fino alla cooperazione internazionale.

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