
Perché studiare le migrazioni? Studi Emigrazione n. 239/2025
Di Carola Perillo
Il numero 239 della rivista Studi Emigrazione, ci presenta articoli di valore scientifico ed etico. Il primo che vogliamo raccontarvi è “Perché studiare le migrazioni?” di p. Graziano Battistella.
Perché studiare le migrazioni? La riflessione di Graziano Battistella
Un tema centrale per capire il mondo di oggi
Nel suo articolo Perché studiare le migrazioni?, pubblicato su Studi Emigrazione (n. 239/2025), il sociologo Graziano Battistella esplora l’evoluzione degli studi migratori, dalle prime analisi dell’Ottocento fino alla complessa realtà attuale. Un testo che invita a guardare alle migrazioni non solo come fenomeno sociale, ma come chiave di lettura fondamentale per comprendere le trasformazioni globali.
Dalle origini agli studi contemporanei
Battistella ripercorre la storia della ricerca sulle migrazioni partendo da Ernst Georg Ravenstein, che alla fine del XIX secolo analizzò i censimenti britannici per individuare regolarità nei movimenti interni. Negli anni Venti del Novecento, la Scuola di Chicago aprì la strada agli studi sull’adattamento sociale dei migranti, seguita dalla teoria dell’assimilazione di Milton Gordon negli anni Sessanta. In quello stesso periodo nascono anche i Centri Studi Scalabriniani, in un contesto in cui l’attenzione era rivolta soprattutto all’emigrazione europea verso le Americhe.
La migrazione come fenomeno globale e complesso
Oggi, la migrazione internazionale è un fenomeno planetario: quasi 300 milioni di migranti vivono in un paese diverso da quello di nascita e, se si includono gli spostamenti interni, una persona su sette nel mondo è migrante. Le cause sono molteplici: disuguaglianze economiche, conflitti armati, violenze, cambiamenti climatici e, al tempo stesso, maggiore facilità di spostamento.
Una ricerca in crescita, ma ancora incompleta
Negli ultimi decenni, l’interesse accademico è esploso: oltre 40 riviste specializzate sulle migrazioni, contributi sempre più frequenti da Asia e Africa, un numero crescente di articoli scientifici. Tuttavia, sottolinea Battistella, la quantità non equivale alla completezza: il fenomeno migratorio resta complesso e richiede analisi critiche e approcci multidisciplinari.
Oltre i pregiudizi: un approccio critico e umano
- Riconoscere e superare i pregiudizi.
- Andare oltre la descrizione, ponendo le domande giuste.
- Diffidare dell’approccio esclusivamente amministrativo e statocentrico.
- Integrare prospettive diverse, accettando che le conclusioni siano sempre parziali.
Per i Centri Studi Scalabriniani, questo significa rimanere fedeli alla propria missione: mettere al centro la persona del migrante e coltivare tre atteggiamenti fondamentali – ascoltare, dialogare, imparare.
Un invito alla responsabilità collettiva
L’articolo di Battistella è più di un contributo accademico: è un richiamo all’impegno civile e culturale. Senza una conoscenza approfondita delle migrazioni, rischiamo di interpretare in modo distorto uno dei processi più influenti del XXI secolo. Studiare le migrazioni significa, in definitiva, comprendere meglio il presente e preparare il futuro.


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