Nuovi italiani: La cittadinanza arriva sempre più spesso prima del “sì” matrimoniale.
Un cambiamento nei percorsi di integrazione
Negli ultimi anni in Italia è cambiato il modo in cui molte persone diventano cittadine e cittadini italiani. Fino a poco tempo fa, il matrimonio era uno dei percorsi più diffusi per ottenere la cittadinanza. Oggi, però, Secondo l’ISTAT i dati mostrano una trasformazione significativa: sempre più persone acquisiscono la cittadinanza prima di sposarsi e il matrimonio conta meno come strumento di naturalizzazione.
Le cifre chiave del 2024
In questo contesto, i dati ufficiali segnalano che nel 2024 circa 217.448 cittadini stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana, un valore in leggero aumento rispetto agli anni precedenti. Tra questi: Quasi 200.000 erano cittadini non comunitari (circa il 92% del totale). La modalità più frequente di acquisizione è per residenza (oltre il 42% dei casi). I minori diventati italiani, per trasmissione dai genitori, rappresentano quasi il 31,7% delle acquisizioni. La terza modalità in ordine di frequenza è l’acquisizione iure sanguinis, che nel 2024 ha interessato quasi 22mila cittadini precedentemente non comunitari (l’11,0% del totale). Le acquisizioni per matrimonio sono invece diminuite: circa 19.000 nel 2024, in calo di oltre il 15% rispetto al 2023, prevalente tra le donne (circa il 79,5%).
Matrimonio e cittadinanza: cosa dicono i dati
Secondo i dati ISTAT, se si confrontano gruppi di migranti arrivati in anni diversi, emerge una tendenza chiara: Tra chi è arrivato nel 2014, più della metà di chi è diventato italiano ha acquisito la cittadinanza tramite matrimonio (51%). Tra chi è arrivato nel 2018, questa quota si riduce drasticamente a meno di uno su cinque (19%).
Questo indica che il matrimonio non è più la via prioritaria per ottenere la cittadinanza come accadeva per le generazioni di migranti precedenti.
I matrimoni “misti” e le nuove dinamiche familiari
Inoltre, i dati ISTAT relativi ai matrimoni celebrati in Italia nel 2023 mostrano che tra le coppie con almeno uno straniero, il 14,6% include uno sposo che ha acquisito la cittadinanza, contro quasi la metà di quell’incidenza qualche anno prima. Molte unioni apparentemente “miste” in realtà coinvolgono persone entrambe di cittadinanza straniera alla nascita, ma di cui uno dei due ha poi ottenuto la cittadinanza nel tempo. Secondo i dati è di 5,7 anni la differenza media di età nelle coppie miste con sposa straniera e sposo italiano per acquisizione, superiore alla differenza totale (4,8 anni), ma molto più bassa di quella in cui lo sposo è italiano dalla nascita (8,8 anni).
Questi dati mostrano come la cittadinanza acquisita influisca anche sulle dinamiche familiari e relazionali.
Perché questi cambiamenti sono importanti?
Stando ai dati ufficiali, sempre più migranti costruiscono un percorso di cittadinanza indipendente dal matrimonio. Storicamente le donne sono state sempre più legate al matrimonio per ottenere la cittadinanza, oggi anche esse seguono diverse vie per l’acquisizione. Inoltre, la crescita di matrimoni “misti” tra persone che hanno acquisito la cittadinanza suggerisce cambiamenti familiari e sociali più profondi.
Questi fenomeni riflettono tendenze demografiche piu ampie come la diminuzione generale dei matrimoni in Italia (173.272 nel 2024, -5,9 % rispetto il 2023).
In sintesi: l’acquisizione della cittadinanza italiana è sempre più un percorso di indipendenza e integrazione personale, scelto per percorso di vita, invece che attraverso il matrimonio. Questa tendenza indica che i legami con l’Italia si stanno consolidando ben prima della formazione di una nuova famiglia. Stando ai dati, il matrimonio perde peso statistico nei percorsi di naturalizzazione. Invece, le dinamiche familiari si evolvono con nuovi modelli di relazione e integrazione.
Madaì Bonilla

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