Mari in guerra
Di Alessandro Mario Amoroso e Andrea Pappalardo
Tra rotte commerciali, conflitti geopolitici, infrastrutture sottomarine e crisi ambientali, il mare torna al centro della storia contemporanea. È questo il cuore di Mari in guerra, volume collettaneo curato da Alessandro Mario Amoroso e Andrea Pappalardo, pubblicato da Castelvecchi. Fra gli autori: Antonio Deruda, Federica Ninni, Federica Rossi, Mara Tignino.
Mare come “eterno global common”
Fin dalle prime pagine, il libro propone una riflessione ampia e attuale sul mare come “eterno global common”: spazio di connessione fra popoli e commerci, ma anche teatro di competizione strategica, guerre e nuove vulnerabilità globali. Dallo stretto di Hormuz al Mar Rosso, dal Baltico all’Artico, gli autori mostrano come gli equilibri internazionali si giochino sempre più sulle rotte marittime e sulle infrastrutture sommerse da cui dipendono energia, telecomunicazioni e commercio mondiale.
Uno degli aspetti più interessanti del volume è la capacità di intrecciare geopolitica, diritto internazionale, sicurezza marittima e dimensione umana. Non si parla solo di flotte e strategie, ma anche delle conseguenze concrete dei conflitti sui marittimi, spesso invisibili protagonisti della globalizzazione. Significativo, in questo senso, il contributo di Federica Ninni, dedicato al costo umano delle crisi belliche per gli equipaggi civili, tra sequestri, isolamento e precarietà.
Il mare come chiave di lettura del presente
Il linguaggio è chiaro e accessibile anche ai non specialisti, pur mantenendo rigore analitico e attenzione alle dinamiche internazionali più complesse. Mari in guerra riesce così a trasformare il mare da semplice sfondo geografico a chiave di lettura indispensabile per comprendere il presente: dalle tensioni energetiche alla sicurezza delle reti digitali, dalle migrazioni ai rischi ambientali.
Un saggio utile, documentato e molto attuale, che invita a guardare alle crisi contemporanee da una prospettiva spesso trascurata ma decisiva: quella del mare.
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