Le scrittrici di origine italiana nelle Americhe
Il volume, pubblicato da Edizioni Sette Città per la collana ASEI/ Archivio Storico dell’Emigrazione Italiana, si pone come un’opera fondamentale di riscoperta. Attraverso un’analisi che intreccia storia e critica letteraria, l’opera svela come la scrittura femminile sia stata capace di colmare il vuoto lasciato dalla storiografia ufficiale. Curato da Emilia Perassi e Matteo Sanfilippo, il libro non è solo un saggio accademico, ma un vero e proprio “archivio della memoria” volto a restituire voce alle “donne dimenticate” della nostra migrazione.
Oltre il silenzio
Esiste un’Italia che respira, sogna e scrive ben oltre i confini geografici della penisola. È un’Italia transatlantica, nata nelle metropoli delle Americhe e nutrita da una memoria che sfida l’oblio. Per tropo tempo, tuttavia, questa storia è stata raccontata solo a metà, trascurando la voce più intima e resiliente: quella delle donne. Come evidenziato dai curatori, per decenni la narrazione dell’emigrazione italiana è stata declinata quasi esclusivamente al maschile, fino agli anni Sessanta è mancata una vera prospettiva di genere negli studi migratori. Le donne sono state spesso relegate al ruolo di “compagne silenziose”, vittime di un “vuoto storiografico” che le ha rese invisibili ai censimenti e alle analisi sociologiche del passato. Il saggio recupera con forza la figura della donna, dimostrando come le migranti non fossero affatto soggetti passivi, ma agenti attivi di trasformazione sociale, economica e culturale in tutto il continente americano.
La letteratura come “Fonte Compensativa”
Uno dei punti fondamentali del saggio è l’idea della letteratura come fonte compensativa. Laddove i registri e le statistiche hanno ignorato il vissuto emotivo e sociale delle migranti, la parola scritta ha operato un “atto di riparazione”. Le autrici analizzate non si sono limitate a descrivere il viaggio, ma hanno trasformato lo sradicamento in una nuova forma di vita, dove la lingua (speso un ibrido tra l’italiano e la lingua d’adozione) diventa uno spazio di resistenza e di invenzione.
Una geografia di voci
Il volume offre una mappatura straordinaria che attraversa l’intero continente, rivelando come l’identità italiana si sia rifratta in contesti radicalmente diversi. In Nord America, il dinamismo delle autrici italo-canadesi e la sfida al canone letterario negli Stati Uniti, con particolare attenzione alle tematiche queer e alle nuove identità urbane. In America Latina, la profonda influenza italiana in Argentina, Brasile, Uruguay e Venezuela, dove la scrittura ha dato voce a memorie anarchiche, esili politici e cronache di crisi contemporanea. Nel Caraibi e Centro America, Incursioni in realtà meno esplorate, come Cuba, Messico o la Colombia, dove l’italianità dialoga con le culture indigine e post-coloniali.
In sintesi: Il libro non è soltanto una rassegna di nomi, ma un invito a considerare la migrazione come una materia di pensiero e di forma. Le scrittrici di origine italiana nelle Americhe hanno saputo raccontare come la scrittura femminile abbia trasformato il trauma dello sradicamento in una nuova, vibrante identità letteraria. In queste pagine, l’italianità non è un concetto statico, ma una forza fluida capace di reinventarsi attraverso una nuova, potente “grammatica del sentire” che oggi, finalmente, viene riconosciuta nel suo pieno valore scientifico e umano.
Madaì Bonilla


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