La presenza dei migranti nelle Città metropolitane: pubblicato il rapporto annuale
La Direzione Generale per le Politiche migratorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, insieme a Sviluppo Lavoro Italia, ha presentato il nuovo “Quaderno di sintesi”. Il documento analizza l’andamento del fenomeno migratorio nel corso del 2024 all’interno delle 14 città metropolitane italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia), con un nuovo formato grafico più immediato e un focus sull’inserimento lavorativo e le differenze di genere.
Popolazione e distribuzione
Secondo i dati del Rapporto annuale 2025 del Ministero del Lavoro, in Italia risiedono stabilmente oltre 3,8 milioni di cittadini non comunitari, con un aumento del 5,6% rispetto all’anno precedente.
Dal punto di vista demografico, tra i cittadini non comunitari si osserva un sostanziale equilibrio tra i sessi, sebbene gli uomini prevalgano leggermente (52% contro il 48% delle donne). Tale scenario è comune a quasi tutte le città metropolitane, con l’eccezione di alcuni centri urbani come Catania (45,5%), Bari (46,4%) e Palermo (46,5%), dove la presenza femminile è meno marcata. Una variabilità maggiore si riscontra nella distribuzione dei minori, che rappresentano mediamente il 17,3% degli stranieri non UE regolarmente soggiornanti. Catania guida questa classifica con il 20,8%, seguita da Genova e Torino (18%) e Palermo (17,8%), mentre città come Roma (13,8%), Napoli (14,5%), Cagliari (14,6%) e Messina (15,4%) si posizionano al di sotto del dato nazionale.
I dati sull’origine dei migranti mostrano un sostanziale equilibrio tra Asia (31,4%), Africa (29,7%) ed Europa (28,1%), con quote minori per Americhe e Oceania. Il singolo stato con più presenze è l’Ucraina (10,3%), dato influenzato dagli arrivi post-2022. Marocco, Albania e Cina costituiscono invece, insieme, oltre un quarto (27%) delle presenze extra-UE totali.
Permessi di soggiorno e cittadinanza
Stando ai dati ufficiali, nel 2024 sono stati rilasciati circa 290mila nuovi permessi, segnando un calo del 12,3% (nonostante picchi di crescita a Bari e Torino).
Riguardo alla cittadinanza, sono quasi 200mila le persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana (+1,9%).
In quanto alla stabilità, più della metà dei residenti extra-UE (52,8%) possiede un permesso di lungo periodo.
Distribuzione territoriale
Il dato territoriale evidenzia una forte disomogeneità: il 60% dei cittadini non comunitari risiede nel Nord (35,7% Nord-Ovest; 24,2% Nord-Est), il 23,1% nel Centro, il 12,5% nel Mezzogiorno e il 4,6% nelle Isole. Milano e Roma concentrano da sole oltre un quinto della popolazione extra UE (13% e 9% rispettivamente), un fenomeno coerente con il peso demografico, economico e occupazionale delle due aree metropolitane.
Lavoro ed Economia
Questo studio è molto importante perché sottolinea il contributo lavorativo dei migranti: i lavoratori stranieri tendono a ricoprire ruoli meno qualificati o di medio livello, con una presenza ridotta in posizioni manageriali o intellettuali. Eppure, in centri come Roma, Napoli e Catania, la loro percentuale di occupazione supera sorprendentemente quella degli italiani.
Stando alle cifre, gli occupati non comunitari sono circa 1,7 milioni (il 7,4% della forza lavoro nazionale). Il tasso di occupazione è molto alto a Milano e Firenze (oltre il 68%), mentre scende drasticamente a Napoli e Palermo (sotto il 50%).
Mentre che nell’ambito dell’imprenditoria, il contributo economico è significativo, con oltre 528mila imprese gestite da cittadini stranieri (9% del totale nazionale). Firenze e Genova sono le città con la più alta densità di aziende a guida straniera rispetto al totale delle imprese locali.
In sintesi: Il Rapporto annuale 2025 del Ministero del Lavoro evidenzia che la presenza di cittadini non comunitari nelle città metropolitane italiane è ormai una componente strutturale e stabile, con oltre 3,8 milioni di residenti e un alto tasso di imprenditorialità. Nonostante un calo nei nuovi ingressi, la popolazione straniera contribuisce significativamente all’economia, registrando tassi di occupazione elevati in molte città, pur concentrandosi spesso in ruoli a bassa qualifica e affrontando disparità territoriali tra Nord e Sud.
Per approfondire leggi il rapporto completo qui:
Microsoft Word – Quaderno di sintesi RAM 2025_Def_2
Madaì Bonilla
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