INSIEME N. 3 anno XXXI marzo 2026
È uscito il terzo numero della Rivista Insieme -marzo 2026. Il mensile dedicato alla vita pastorale delle Missione cattoliche italiane nel Canton Berna e in altre zone della Svizzera. In questo numero il tema centrale proposto dal vescovo di Basilea, Felix Gmur, è: “Cosa vuol dire essere figli della luce”?
Cosa significa oggi essere cristiano o cristiana?
Di: Felix Gmur-Vescovo di Basilea
In questo mese di marzo, la comunità è chiamata a un’attenta analisi della propria identità cristiana, riscoprendo i valori che definiscono l’appartenenza alla fede. La domanda posta in copertina non rappresenta solo un dilemma teologico, ma funge da orientamento pratico per la vita di tutti i giorni: definisce cosa comporti, oggi, l’essere “figli della luce”?. Questa condizione non consiste nel vantare una verità superiore per sminuire chi si trova in difficoltà, ma si manifesta, come insegna San Paolo, attraverso atti di bontà, giustizia e verità. In un contesto storico dominato da conflitti e incertezze, essere “luce” significa offrire un calore che accoglie, evitare giudizi affrettati e impegnarsi a scorgere il bene anche dove appare nascosto.
Camminare con coraggio verso la Pasqua
Il terzo numero della rivista, giunta al suo trentunesimo anno, scorta il lettore nel pieno del periodo quaresimale. Per l’autore, essere figli della luce richiede la forza di analizzare le proprie fragilità per lasciarsi rinnovare. Non si tratta di un isolamento, ma di un cammino comunitario, da percorrere uniti nel sostegno reciproco e nella condivisione della speranza che la luce della Risurrezione sia già operante nel mondo.
Felix Gmur, Vescovo di Basilea
Altri articoli sulla rivista
Il coraggio di un “sì” saggio:
Nel panorama educativo contemporaneo, la figura del padre attraversa una metamorfosi necessaria. Non si tratta più del patriarca che impone la legge con il timore, ma di un custode che, per citare don Fabio Rosini, sa pronunciare un “sì” saggio. Ma cosa significa concretamente per un genitore oggi, nel 2026, incarnare questa saggezza?
Spesso pensiamo che il compito di un padre sia solo quello di porre dei limiti. Certamente, il “no” è fondamentale per definire i confini del mondo e proteggere il figlio dal caos. Tuttavia, un “no” che non prelude a un “sì’” più grande rischia di diventare sterile o distruttivo. Il padre saggio è colui che ha la capacità di dire “sì” al potenziale del figlio, alla sua unicità, sostenendolo nel faticoso processo di diventare sé stesso.
L’accoglienza come forza, non come debolezza
Siamo abituati a pensare alla forza del padre come a una forma di durezza. La prospettiva di don Rosini ribalta questo concetto: la vera forza del padre risiede nella sua capacità di accogliere.
Un padre che sa accogliere le fragilità, i fallimenti e le domande dei figli senza scandalizzarsi offre loro una base sicura. È in questo spazio di accoglienza che il figlio impara a non aver paura della vita. Il “sì” saggio è, in ultima analisi, il riconoscimento che la bellezza del figlio è superiore a qualsiasi aspettativa o progetto il genitore possa aver formulato su di lui.
Accogliere l’altro: il cuore pulsante della nostra comunità
Di: Roberta Gallo-Collaboratrice sociale MCLI Berna
Secondo Roberta Gallo, collaboratrice sociale della MCLI di Berna, l’accoglienza all’interno della Missione non va intesa come una semplice cortesia, ma come una scelta consapevole e un impegno quotidiano volto a far sentire ogni individuo “a casa”, valorizzandone la dignità e l’unicità. Sono spesso i piccoli gesti a trasformare un’organizzazione burocratica in una comunità autentica.
Il lavoro sociale presso la MCLI si fonda sul principio di accogliere chiunque senza pregiudizi. Per l’autrice, accogliere significa praticare un ascolto profondo, sospendere ogni giudizio e riconoscere il valore intrinseco dell’altro, poiché ogni segnale di apertura contribuisce a costruire una società più umana.
In sintesi: In questo numero di marzo, la rivista Insieme ci invita dunque a una duplice missione: riscoprirci “figli della luce” attraverso le parole del Vescovo Felix e tradurre questa luce in gesti concreti di paternità e accoglienza, come suggerito dalle riflessioni di Don Fabio Rosini e Roberta Gallo. Camminare verso la Pasqua significa proprio questo: trasformare l’ascolto in azione e il giudizio in abbraccio, costruendo giorno dopo giorno una comunità dove nessuno si senta mai solo nell’ombra.
La copia del numero e disponibile nella biblioteca CSER dove i lettori possono consultarla, oppure scrivere a: insieme.cambiamenti@gmail.com per riceverlo gratuitamente!
Madaì Bonilla

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