
Giornata mondiale della gioventù: Giovani in Africa riflessioni sui dati ILO
Di Carola Perillo
In occasione della giornata mondiale della gioventù rilanciamo le considerazioni del report del ILO sul futuro dei giovani africani, continente a cui è stato dedicato anche l’ultimo numero di Scalabriniani 4/2025
Giovani in Africa: più formazione professionale e apprendistato per un futuro solido
Una generazione in crescita e un potenziale immenso
L’Africa ospita 426 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni, pari al 22,6% della popolazione giovanile globale. Questa crescita demografica rappresenta un’enorme opportunità per lo sviluppo economico e sociale, ma anche sfide cruciali: garantire istruzione di qualità, competenze adeguate e accesso al lavoro.
Molti giovani africani restano esclusi da un’istruzione inclusiva e competitiva:
- 21% non ha mai frequentato la scuola o ha solo istruzione prescolare.
- 46% ha completato solo la primaria o la secondaria inferiore.
- Solo 5% ha un titolo universitario.
Le disparità sono forti in paesi come Ciad, Niger, Mauritania, dove oltre la metà dei giovani non completa la primaria, e tra le ragazze, che hanno meno probabilità di iniziare e proseguire gli studi.
TVET: la formazione professionale in Africa
La Technical and Vocational Education and Training (TVET) è considerata un pilastro per ridurre la disoccupazione giovanile e creare competenze spendibili sul mercato del lavoro. Tuttavia, la partecipazione è ancora bassa:
- Secondaria inferiore: meno del 3% degli studenti è iscritto a programmi TVET.
- Secondaria superiore: 31% in Nord Africa, meno del 15% nell’Africa subsahariana.
- Solo 6,5% dei giovani (15-29 anni) ha completato un percorso TVET.
I divari di genere sono significativi, anche se in alcuni paesi — come Lesotho, Rwanda, Sudafrica — le ragazze superano i ragazzi nei tassi di completamento.
WBL: il ruolo dell’apprendimento sul lavoro
L’apprendimento basato sul lavoro (Work-Based Learning, WBL) — come tirocini e apprendistati — è fondamentale per acquisire competenze pratiche, ma in Africa resta poco diffuso e spesso informale:
- Solo 35 giovani su 1.000 partecipano a programmi di apprendistato o tirocinio.
- La partecipazione è doppia per i ragazzi rispetto alle ragazze.
- Molte esperienze sono non retribuite, limitando l’accesso ai giovani con meno risorse.
NEET: un’emergenza occupazionale
Nel 2025, 70,9 milioni di giovani africani (23,2%) sono NEET — non lavorano, non studiano e non seguono corsi di formazione.
- Nord Africa: 31% dei giovani è NEET.
- Africa subsahariana: 21,8%.
Questo fenomeno mina le prospettive individuali e lo sviluppo economico nazionale.
Cosa serve per il futuro
Per costruire una forza lavoro resiliente e competitiva, governi e partner di sviluppo devono investire in:
- Istruzione inclusiva e moderna.
- Infrastrutture TVET aggiornate e connesse al mercato del lavoro.
- Programmi WBL strutturati e retribuiti.
- Politiche di parità di genere.
- Sistemi statistici migliori per monitorare i progressi.


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