
Alle frontiere della speranza: l’Africa che migra e resite nel nuovo numero della rivista Scalabriniani
Di Vanessa Klinger

Nel cuore pulsante dell’Africa si muovono migrazioni spesso invisibili, silenziose, cariche di speranza e dolore. Percorsi umani che raramente arrivano sulle prime pagine dei giornali, ma che ogni giorno trasformano la vita di intere comunità, famiglie, territori. Il nuovo numero della rivista Scalabrini (Anno XXIII, n. 4) ci invita a fermarci, ad ascoltare e a comprendere queste storie, in un viaggio profondo tra spiritualità, geopolitica, missione e dignità umana.
La rivista si apre evocando un’immagine suggestiva e necessaria: un’estate dei popoli. Non una semplice stagione climatica, ma un tempo simbolico di fermento, risveglio e incontri. Mentre le società sembrano irrigidirsi dietro confini e politiche securitarie, il numero propone una lettura diversa: la migrazione come stagione dello spirito, occasione per riscoprire l’umanità che ci lega. La mobilità non è solo un problema da gestire, ma anche una chiamata etica, uno spazio in cui si intrecciano domande di giustizia, protezione, accoglienza.

Questo sguardo profondo trova una delle sue espressioni più toccanti nell’articolo dedicato alle “fughe silenziose” dal Centro Africa. Qui, migliaia di persone lasciano le loro terre non per scelta ma per necessità, spinte da conflitti, povertà estrema, instabilità politica e sogni infranti. Non ci sono telecamere né titoli a documentare queste partenze, ma la rivista le fa emergere con delicatezza e rispetto, mostrando le tensioni interiori tra la speranza di un futuro migliore e la disperazione per ciò che si abbandona.
A fare da contrappunto a questa sofferenza, emerge il racconto dell’impegno scalabriniano nel cuore dell’Africa. Lì dove tutto sembra perduto, missionari e missionarie scelgono di restare, di abitare le frontiere, non come confini da difendere, ma come luoghi di incontro, di accompagnamento e di fede concreta. Il carisma scalabriniano si fa azione, vicinanza, dialogo interculturale, ponendosi al fianco di chi migra con la consapevolezza che ogni cammino umano merita dignità, ascolto e protezione.
Chi leggerà queste pagine non troverà risposte facili, ma strumenti per comprendere, per approfondire, per mettere in discussione l’indifferenza.
Perché alle frontiere della speranza si costruiscono i veri ponti tra i popoli.
Un numero da leggere con mente aperta e cuore presente.
Se volete leggere il numero: 4/2025 Scalabriniani
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