Disuadir a los Migrantes o Contradicciones en el Sistema de Protección Internacional?
IL Numero 16 del Bollettino del Contesto Migratorio, dell’anno VII corrispondente a settembre 2026 e firmato da Jairo Meraz Flores e p. José Juan Cervantes, c.s., il saggio non si limita a riassumere la realtà in termini di concisione, ma prende avvio da una domanda su tale attuale realtà migratoria. La domanda generale che attraversa l’intero articolo riguarda “Disuadire i migranti o contraddizioni nel sistema di protezione internazionale?” va oltre a descrivere un semplice titolo, costituisce una vera provocazione etica e politica. Ci obbliga a interrogarsi su quanto profondamente la deterrenza si sia radicata come parte fondamentale del sistema di protezione, in cui il migrante viene ripensato da soggetto di tutela a “problema da risolvere”.
La deterrenza come linguaggio politico
Gl autori identificano pratiche di deportazione e di “riconduzione” che prendono di mira cittadini messicani da inviare verso il Guatemala, Honduras e Costa Rica. Come scrivono “parecería que los mexicanos que están siendo ‘deportados’ a países centroamericanos están siendo enviados a un ‘tercer país seguro’”, ma nessuno di quelli Stati ha ufficialmente accettato tale status. Per far fronte a questa ambiguità giuridica, mette in luce contradizione strutturale: il principio di non refoulement stabilito nella Convenzione di Ginevra del 1951 viene eluso e la protezione, in quanto tale, diventa esclusione.
In questo senso, la deterrenza non è soltanto una strategia di controllo, ma anche un linguaggio politico, che dovrebbe trasmettere un messaggio di paura ai lavoratori provenienti dall’estero. Diventa un linguaggio scritto sulla pelle, nei confini, nei voli di deportazione, centri di detenzione.
Il corpo migrante diventa luogo della politica, spazio dove si esercita la sovranità e si negozia la dignità.
Memoria collettiva e sensibilizzazione
Il Boletìn ci ricorda che la solidarietà internazionale non può rimanere indifferente. Come si legge nel testo: “La comunidad internacional no puede sguir posponiendo el debate sobre la actualización del sistema internacional de protección de personas. “Questa frase ci invita a riflettere sulla nostra memoria collettiva e sulla responsabilità che condividiamo. La figura di San Juan Bautista Scalabrini, celebra nel numero speciale dedicato ai 125 anni di una peregrinazione che continua a ispirare, diventa un simbolo di un impegno che trascende il tempo: accompagnare, comprendere e umanizzare.
Perché leggere questo numero?
Leggere il Boleìn Contexto Migratorio n.16 significa immergersi in una realtà che ci tocca da vicino. Non si tratta di un semplice documento tecnico, ma di un testo che ci pone domande importanti: Cosa succede quando la protezione si trasforma in deterrenza? Quando il diritto diventa uno strumento di esclusione? Quando il corpo del migrante diventa il terreno di scontro della politica globale?
È una lettura che ci spinge a riconsiderare il diritto internazionale, a riscoprire i principi fondamentali della protezione dei rifugiati e a creare nuove istituzioni in grado di affrontare le sfide attuali. Come sottolineano gli autori, “la comunidad internacional no puede permanecer indiferente ante quienes se ven forzados a abandonar su pìs en busca de una vida digna”.

Disuadir a los Migrantes o Contradicciones en el Sistema de Protección Internacional?
IL Numero 16 del Bollettino del Contesto Migratorio, dell’anno VII corrispondente a settembre 2026 e firmato da Jairo Meraz Flores e p. José Juan Cervantes, c.s., il saggio non si limita a riassumere la realtà in termini di concisione, ma prende avvio da una domanda su tale attuale realtà migratoria.

Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione edizione 2026
C’è un bilancio parallelo che si muove nel nostro Pase, ed è fatto di cifre rigide, gettito fiscale e produttività. I dati presentati martedì 13 ottobre 2026 alla Salla Plenaria Marco Biagi del CNEL ridefiniscono i contorni del fenomeno: la forza lavoro immigrata in Italia non è più un semplice

Confronti- ottobre -2026
Pianeta più caldo, umanità più fragile È uscito il numero di ottobre 2026 della rivista Confronti, una pubblicazione che si conferma un punto di riferimento essenziale per l’analisi geopolitica, sociale e culturale del nostro tempo. Il focus centrale della rivista mette in luce come i cambiamenti climatici non siano una

Leave a Comment