
Fumetto “Una storia importante. 70 anni di immigrazione italiana in Belgio e oltre”

Cultural Regeneration Institute dialoghi culture – immigrazione italiana in Belgio
Il progetto promosso dal Cultural Regeneration Institute dialoghi culture si intreccia con la storia dell’immigrazione italiana in Belgio, raccontata attraverso un fumetto che ripercorre 70 anni di vicende e memorie collettive.
“Una storia importante. 70 anni di immigrazione italiana in Belgio e oltre”
Fumetto realizzato dall’artista belga di origine sarda, Antonio Cossu, in collaborazione con Fred Druart. Con il contributo finanziario del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale italiano, et della Regione Vallonia (Belgio).
L’autore con questo libro a fumetto ripercorre gli anni dell’immigrazione italiana in Belgio dal 1946 ai giorni nostri, passando per la tragedia della miniera Bois Du Cazier di Marcinelle dell’8 agosto 1956, dove persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani. Racconta l’evoluzione di una delle più grandi comunità italiane in Europa negli ultimi 70 anni.

Cultural Regeneration Institute dialoghi culture fumetto immigrazione italiana in Belgio
Ci parla dell’importanza di diffondere la conoscenza dell’emigrazione italiana in Belgio e fondamentalmente preservare la memoria delle future generazione per permettere ai ragazzi di oggi, interessati dal fenomeno della “nuova mobilità” al livello internazionale, di conoscere il passato storico dell’emigrazione italiana.
Il treno del speranza:
Il Belgio fu il primo Paese con il quale, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, il governo italiano stipulò un accordo per l’invio di lavoratori italiani grazie ad un accordo bilaterale firmato a Roma nel 1946.

Cultural Regeneration Institute dialoghi culture fumetto immigrazione italiana in Belgio
All’inizio i flussi furono esclusivamente mono settoriali, unicamente indirizzati al duro lavoro in miniera, senza possibilità per i lavoratori di spostarsi in altri settori. Questa emigrazione “assistita” (più esattamente, “concordata” tra i due Stati) non fu agevole per i lavoratori, che lasciarono l’Italia attirati da una propaganda scarsamente conforme alla realtà. Tanti partirono con entusiasmo e speranza che svanivano nel freddo della notte, infatti arrivando in Belgio, la mattina seguente, erano già nel pozzo delle miniere.
I minatori e le rispettive famiglie vivevano segregati nelle baracche di ex campi di concentramento, in condizioni molto diverse da quelle promesse dalle campagne di reclutamento, senza acqua, gas ed elettricità, e in molti casi circondati da colline di carbone, discariche a cielo aperto dei detriti e dei resti del materiale scavato, senza nessun rispetto o garanzia dei loro diritti umani.

Cultural Regeneration Institute dialoghi culture fumetto immigrazione italiana in Belgio
L’autore ci parla anche del razzismo, i pregiudizi e la discriminazione che tanti italiani hanno dovuto subire al loro arrivo, c’era una grande differenza fra chi arrivava con una raccomandazione e chi era considerato indesiderabile.
I belgi manifestavano una certa diffidenza nei confronti degli italiani. Li chiamavano con disprezzo macaronì, dalla pasta che gli italiani erano abituati a mangiare (e che i belgi allora non conoscevano).
Nelle tavole del volume possiamo vedere le difficili condizioni di lavoro, lo sfruttamento, oppure le malattie a cui erano esposti i lavoratori della miniera e l’assenza di adeguate misure di sicurezza che provocarono moltissimi incidenti e veri e propri disastri.
Il tragico 8 agosto di 1956
La miniera di carbone del Bois du Cazier situata a Marcinelle è stato il centro del più grande disastro minerario del Belgio, 262 vittime tra cui 136 minatori italiani. Una tragedia che lasciò molti bambini orfani e quasi 200 donne vedove.

Cultural Regeneration Institute dialoghi culture fumetto immigrazione italiana in Belgio
Dialoghi culture: memoria e identità
Questo disastro scuote le coscienze, questo sacrificio cambierà la visione del mondo sull’immigrazione italiana in Belgio, la televisione aiuterà a rivelare le condizioni di vita difficili dei minatori.
Paradossalmente il triste evento di Marcinelle ebbe anche un effetto positivo: il ripensamento della politica migratoria. Iniziò al riguardo una riflessione che coinvolse i politici e l’opinione pubblica, che fino ad allora non si era resa conto della grossa presenza italiana e del suo indispensabile apporto nel settore minerario. Non mancò di destare impressione l’incidenza maggioritaria dei lavoratori italiani morti nella disgrazia del Bois du Cazier. Iniziò allora il cammino di reciproco adattamento, mentre i sindacati si adoperarono subito per ottenere una maggiore tutela.
Fasi del percorso d’integrazione degli italiani in Belgio…

Cultural Regeneration Institute dialoghi culture fumetto immigrazione italiana in Belgio
Se siete curiosi e volete scoprire le fasi dell’integrazione degli italiani come attori del proprio viaggio d’emigrazione in Belgio, vi invitiamo a leggere il volume nella nostra biblioteca.
Raccontare le migrazioni con il fumetto è un efficace strumento per raggiungere i giovani, promovendo l’empatia, il pensiero critico, la consapevolezza. Aiutandoli a riflettere su come le politiche restrittive sull’immigrazione possano avere conseguenze devastanti sulla vita delle persone, in particolare dei bambini, che vengono privati della loro infanzia e del loro diritto all’istruzione e alla normalità.
Come noto, la Fondazione CSER lavora da anni alla diffusione delle tematiche migratorie tramite il fumetto, quindi vi invitiamo a leggere anche:
Draw my life. In senso inverso. Storie di donne in movimento | CSER
Draw my life. Tratti d’umanità in cammino | CSER
e le recensioni di altri interessanti volumi a fumetti presenti nella nostra Biblioteca:
Celeste bambina nascosta: La migrazione italiana in Svizzera | CSER
Recensione del libro “Cos’è un Rifugiato? di Elise Gravel | CSER
(Madaì Bonilla)

Leave a Comment