Comunità Peruviana- Rapporto annuale 2025
La comunità peruviana in Italia conta attualmente con 106.409 persone che risiedono regolarmente nel paese, secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2024. Questo segna un incremento dell’11,35% rispetto all’anno precedente, un tasso di crescita che supera quello dei non comunitari, che si attesta al +5,6% (Ministero del Lavoro, Rapporto annuale 2025). Le donne costituiscono il 57,8% della comunità, evidenziando una tradizione migratoria prevalentemente femminile, spesso legata a lavori domestici e di cura.
Un profilo demografico in crescita
La distribuzione geografica è particolarmente concentrata nel Nord Italia, dove si trova il 69,7% della comunità. Le regioni con il maggior numero di peruviani sono la Lombardia (45,4%), il Lazio (14,1%) e il Piemonte (12%). Inoltre, i minori rappresentano il 17,1% della popolazione, mentre quasi la metà della comunità (49,6%) è composta da residenti di lungo periodo.
Un contributo lavorativo superiore alla media migrante
Il tasso di occupazione dei peruviani in Italia è davvero impressionante: si attesta al 72,3%, rispetto al 61,3% dei non comunitari. La disoccupazione è relativamente bassa, 8,8%, e l’inattività è contenuta al 20,5% (Rapporto 2025). Le donne peruviane, in particolare, hanno un tasso di occupazione del 71,2%, quasi il doppio rispetto alla femminile non comunitaria, che si ferma al 46,5%.
I settori principali in cui lavorano sono:
- Servizi alla persona: 31,5%
- Trasporti e servizi alle imprese: 24,3%
- Industria: 12,2%
- Pubblica amministrazione, istruzione e sanità: 12%
In Lombardia, ci sono 4.347 imprese individuali, con una forte concentrazione nel settore delle costruzioni (23,7%) e nei servizi alle imprese (19,2%).
Perché i peruviani migrano oggi
Il Perù sta attraversando un periodo di crescita economica piuttosto lenta, con un aumento del PIL che si attesta attorno all’1,1% medio annuo dal 2015. Il mercato del lavoro è caratterizzato da un alto tasso di informalità, con il 70% dei lavoratori in questa situazione, e una preoccupante disoccupazione giovanile, insieme a difficoltà nell’inserimento dei nuovi arrivati (World Bank, in Rapporto 2025). Inoltre, la migrazione peruviana sta subendo un cambiamento significativo: non riguarda più solo opportunità lavorative, ma è sempre più influenzata da vulnerabilità socio-politiche.
Radici storiche e Diplomazia contemporanea
Secondo il saggio scritto da Pilar Saravia Perù–Italia: appunti storici per una riflessione sull’integrazione degli immigrati in cui mostra una panoramica affascinate di secoli di interazioni tra i due paesi. Parla di missionari, artigiani, scienziati e patrioti italiani che hanno lasciato il segno in Peru, come Antonio Raimondi, considerato «il più illustre geografo del Paese», e Giuseppe Garibaldi, che ha ricevuto la cittadinanza peruviana per contribuire alla navigazione del guano.
Saravia mette in evidenza che «il Perù e l’Italia non sono due realtà estranee», grazie a legami storici, matrimoni misti e a una comunità italo-peruviana che oggi conta circa 1,4 milioni di persone. Nell’intervista del 2026 Centro Studi Internazionali, l’Ambasciatore Manuel Cacho-Sousa Velasquez descrive la comunità peruviana in Italia come «un ponte culturale fondamentale». Nel 2024, gli scambi commerciali hanno toccato i 1,6 miliardi di euro, e oggi il Perù si è affermato come un partner strategico in settori come energia, infrastrutture, ricerca e formazione.
Conclusione
La comunità peruviana in Italia si distingue come una delle collettività più integrate, vivaci e strategiche del Paese. I dati del Rapporto 2025, le radici storiche ricostruite da Saravia e la visione diplomatica dell’Ambasciatore Cacho‑Sousa Velázquez si uniscono per evidenziare una presenza che arricchisce il lavoro, la cultura, la coesione sociale e le relazioni internazionali. Capire questo fenomeno significa riconoscere che la migrazione non è solo un movimento caotico, ma una forma di partecipazione sociale, un processo che intreccia lavoro, storia, affetti e diplomazia. La comunità peruviana, con la sua presenza e i suoi dati, ci invita a superare narrazioni semplificate e a considerare la migrazione come un fenomeno complesso, umano e profondamente legato alla storia italiana.
Rapporto annuale 2025 sul lavoro della comunità peruviana

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