
Alberta Bergomi – Prima che partano!
Le scuole italiane all’estero e la formazione dei maestri: un progetto di nazione
Di Vanessa Klinger
Nel volume Prima che partano! Progetti di alfabetizzazione e scuole per gli emigranti nell’Italia liberale (1861–1921), Alberta Bergomi ci offre una lettura profonda e originale di un tema spesso trascurato: l’educazione degli italiani emigrati come strumento di costruzione nazionale. Edito da Rubbettino, con prefazione di Adolfo Scotto di Luzio, il libro si colloca tra storia sociale, pedagogia e sociologia della migrazione, e ci parla anche del nostro presente.
Le scuole italiane all’estero come leva commerciale e culturale
Nel primo capitolo, Bergomi analizza le scuole italiane all’estero come leve non solo culturali, ma anche economiche. L’Italia liberale, consapevole della portata dell’emigrazione, investe nell’istruzione come mezzo per mantenere vivo il legame con i cittadini partiti e per promuovere l’italianità come valore commerciale.
Nel primo capitolo, Bergomi analizza le scuole italiane all’estero come leve non solo culturali, ma anche economiche. L’Italia liberale, consapevole della portata dell’emigrazione, investe nell’istruzione come mezzo per mantenere vivo il legame con i cittadini partiti e per promuovere l’italianità come valore commerciale.
- Le scuole diventano presidi di lingua, cultura e identità.
- L’alfabetizzazione è vista come strumento di “utilità nazionale”.
- L’educazione all’estero è anche una forma di diplomazia economica.
Questa visione sociologica ci mostra come la scuola sia stata pensata come spazio di influenza, capace di modellare comportamenti, consumi e appartenenze. Un’idea che oggi ritroviamo nei progetti di educazione digitale per italiani all’estero, nelle piattaforme online di lingua e cultura, e nei corsi a distanza promossi da enti pubblici e privati.
Un libro da leggere oggi
Prima che partano! è un testo che parla al presente. In un mondo segnato da nuove migrazioni, identità fluide e cittadinanze multiple, Bergomi ci ricorda che l’educazione è sempre un atto politico e relazionale.
- È una lettura utile per chi lavora nella scuola, nella formazione, nella progettazione sociale.
- Offre spunti per chi si occupa di educazione digitale e transnazionale.
- Invita a riflettere su come costruire appartenenze inclusive, senza perdere radici.
Se vuoi acquistare questo volume:
Ti suggeriamo inoltre:
“Recensione Cleofe Forti maestra per contadini emigrati – analisi e storia”
Dall’Italia al Sud America. L’idea di fraternité e il mutuo soccorso fra gli emigranti in Argentina e in Brasile
Studi Emigrazione – dicembre 1982 – n.68



