Acontecer Migratorio – Settembre 2026
L’Umanità in Movimento tra Geopolitica ed Etica
È online il n. 9 della rivista Acontecer Migratorio, edita dai Misioneros de San Carlos Scalabrinianos (Provincia San Carlos Borromeo), un’opera che si presenta come un contributo di notevole rilevanza nel panorama sociopolitico contemporaneo. In concomitanza con l’apertura dell’Anno Vocazionale Scalabriniano 2026-2027, questo volume analizza la mobilità umana globale superando la semplice catalogazione statistica, per connettere in modo indissolubile la dimensione geopolitica a quella etico-umanitaria. Attraverso una prospettiva multilaterale basata sui dati delle principali agenzie delle Nazioni Unite, la pubblicazione offre un quadro organico delle grandi crisi migratorie del tempo presente.
La sintesi di una crisi globale senza tregua
Questo approccio integrato trova il suo manifesto ideale nell’editoriale di apertura a pagina 3, firmato dalla coordinatrice editoriale Cristina Castillo Carrillo. Il testo introduce la necessità di un mondo basato sull’equità, capace di fornire risposte durature ai clamori che si levano da ogni angolo del pianeta, e delinea la mobilità umana contemporanea come il terreno in cui convergono le grandi trasformazioni globali. Per offrire una panoramica immediata delle emergenze trattate nella rivista, l’articolo mappa scenari complessi: dall’allarmante incremento dei 46.000 sfollati in Yemen al dramma dei rifugiati ucraini in Europa, fino alle oltre 30.000 richieste di asilo in Uruguay, presentate in gran parte da cittadini venezuelani. A queste istanze puramente geopolitiche si affiancano le riflessioni sul campo di P. Sante Zanetti, CS, sulla dignità a Ceuta e l’appello del SIMN in occasione della 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. L’obiettivo comune è riconoscere ogni migrante come soggetto di diritti e persona capace di contribuire allo sviluppo delle società, chiudendo l’editoriale con un monito su una “crisi senza fine” che colpisce i più vulnerabili della nostra casa comune.
La stabilizzazione del flusso dei rifugiati ucraini
Scendendo nel dettaglio del dossier, l’analisi si focalizza inizialmente sullo scenario europeo. Quattro anni e mezzo dopo l’inizio del conflitto in Ucraina, l’articolo a pagina 9 esamina l’evoluzione dell’esodo, evidenziando una fase di relativa stabilizzazione. I dati ufficiali dell’ACNUR al 7 settembre 2026 attestano a 5.686.900 il numero di rifugiati che permangono fuori dal Paese. Il fenomeno si conferma prevalentemente europeo, con oltre 5,1 milioni di persone rimaste all’interno del continente, dove la leadership dell’accoglienza appartiene alla Germania (1,28 milioni) e alla Polonia (982 mila). Il testo mette inoltre in luce il trend discendente dell’ultimo anno, culminato con un calo significativo di oltre 75.000 registrazioni nel solo mese di agosto, indice di parziali dinamiche di rientro o di assestamento burocratico.
Il boom delle rimesse in America Latina
Dalle dinamiche demografiche europee lo sguardo della rivista si sposta poi verso l’impatto macroeconomico nei paesi d’origine. A pagina 16, il reportage di Laura Quiñones, basato su un nuovo rapporto del FIDA (Fondo Internazionale di Desarrollo Agrícola), introduce una componente cruciale per comprendere la migrazione transnazionale. Viene documentato uno straordinario incremento del 132% delle rimesse verso l’America Latina e i Caraibi nell’ultimo decennio, per un totale di 168.600 milioni di dollari. L’analisi evidenzia una forte vulnerabilità sistemica per nazioni come Honduras, El Salvador, Guatemala e Nicaragua, dove il denaro inviato dalla diaspora rappresenta ormai tra il 27% e il 30% del PIL nazionale. In questo contesto, l’esperta non si limita all’aspetto monetario, ma definisce questi flussi finanziari come l’espressione concreta di una profonda solidarietà e responsabilità familiare che attraversa le frontiere.
Geopolitica delle migrazioni internazionali
I fili conduttori dell’economia e della demografia si annodano nel saggio a pagina 25, curato dal SIMN (Scalabrini International Migration Network), che rappresenta il fulcro teorico ed etico dell’intero volume. In queste pagine, la mobilità umana viene esaminata come l’epicentro strutturale in cui si riflettono conflitti armati, crisi energetiche, disastri ambientali e disuguaglianze globali. Il testo critica aspramente gli approcci statali focalizzati esclusivamente sulla sicurezza e sul controllo reattivo delle frontiere. Al contrario, propone una governance migratoria fondata sull’etica, capace di rimettere al centro la persona come soggetto di diritti e di promuovere la corresponsabilità tra i paesi di origine, transito e destinazione.
Ceuta: una riflessione sul campo tra accoglienza e dignità
Questo scontro tra la rigidità delle politiche di sicurezza e l’istanza etica trova una drammatica declinazione pratica a pagina 27, dove la rivista lascia spazio alla testimonianza diretta di P. Sante Zanetti, CS, riguardante la complessa realtà della città autonoma di Ceuta. L’autore descrive la massiccia presenza di forze dell’ordine e il clima di paura tra i giovani migranti sulle spiagge, ponendoli in netto contrasto con l’opera del Centro San Antonio. Tale struttura offre quotidianamente docce, cibo e un ambiente sereno a centinaia di persone, grazie alla collaborazione tra volontari e ospiti. Alla luce dei fatti, l’autore esprime una dura critica verso le narrazioni mediatiche allarmistiche e gli atti di intolleranza verificatisi sul posto, lanciando infine un monito alla Chiesa locale affinché dimostri maggiore trasparenza e coerenza nell’applicazione pratica del dovere cristiano dell’ospitalità.
In definitiva, questo numero di Acontecer Migratorio si conferma uno strumento di analisi approfondito e rigoroso delle grandi crisi contemporanee. La sua efficacia risiede proprio nella capacità di equilibrare l’accuratezza dei dati macroeconomici e statistici con una costante e ferma difesa dei diritti umani. Questo volume riesce a dimostrare come dietro ogni dato percentuale si nascondano storie umane meritevoli di protezione, offrendo una risorsa preziosa per accademici, operatori sociali e per chiunque cerchi una chiave di lettura critica, informata e profondamente empatica sui fenomeni migratori del nostro tempo.
Madaì Bonilla

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