Tracce culturali degli italiani in Colombia – Vittorio Cappelli
Il nuovo volume di Vittorio Cappelli, pubblicato dall’ICSAIC, offre uno sguardo sorprendente e necessario su un capitolo poco noto della presenza italiana in America Latina. Tracce culturali e artistiche degli italiani in Colombia. Il caso di Barranquilla non è solo un lavoro di ricostruzione storica: è un esercizio di microstoria che mostra come anche comunità numericamente piccole possano lasciare segni profondi nel tessuto culturale di una città.
Cappelli lo afferma con chiarezza in una delle frasi più rappresentative del volume: «Il caso di Barranquilla dimostra come anche piccoli nuclei migratori possano incidere sulla vita culturale e artistica di una città, lasciando segni durevoli e riconoscibili.» (da materiali di presentazione ICSAIC)
Un contributo culturale che supera i numeri
La comunità italiana in Colombia non ha mai raggiunto le dimensioni di quella argentina o brasiliana, ma il libro mostra come architetti, artigiani, musicisti e imprenditori culturali italiani abbiano contribuito alla modernizzazione della Barranquilla del Novecento.
Questo dato si inserisce in un quadro più ampio: secondo il Rapporto Migrantes 2024, gli italiani all’estero sono oggi oltre 5,9 milioni, e risultano particolarmente attivi nei settori culturali e creativi. Anche l’ISTAT conferma che la mobilità italiana continua a produrre effetti culturali transnazionali, spesso più significativi della presenza numerica.
Migrazione inversa e restituzione culturale
Uno degli aspetti più interessanti che emergono dal volume è la dinamica della migrazione inversa: discendenti di italiani in Colombia che oggi tornano in Italia per studiare, lavorare o partecipare a scambi culturali. È un movimento che “restituisce” all’Italia ciò che la diaspora ha seminato altrove.
Questa lettura dialoga bene con altre ricerche pubblicate dal CSER. La recensione Dall’Italia al Sud America: l’idea di fraternité e il mutuo soccorso fra gli emigranti in Argentina e in Brasile mostra come le reti associative italiane abbiano creato spazi di solidarietà e cultura che continuano a produrre effetti transnazionali. Il caso di Barranquilla, pur più piccolo, segue la stessa logica: una presenza italiana che costruisce legami, istituzioni, memorie condivise.
Un libro che colma un vuoto
Cappelli riesce a unire rigore archivistico e sensibilità narrativa. Il risultato è un testo che colma un vuoto nella storiografia italiana e latinoamericana, offrendo un modello di ricerca replicabile in altri contesti. È un libro che parla di passato, ma anche di futuro: di come le migrazioni continuino a trasformare identità, città e immaginari.
Vanessa Klinger

Gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile, gli immigrati e i loro figli
Rilanciamo questo articolo pubblicato sulla rivista online Neodemos. Il monitoraggio degli obiettivi globali di sostenibilità rappresenta uno strumento cruciale per valutare l’equità sociale e il progresso di una nazione. L’analisi, curata dal demografo Salvatore Strozza, offre una disamina dettagliata del nono Rapporto, curato dall’ISTAT in collaborazione con diversi altri enti interni

Oltre i confini, 7 ottobre 2026. Dialogo con gli Scalabriniani nel mondo: da Parigi, p. Barly Kiweme
Una proposta del CSER per conoscere e capire sempre meglio il mondo e la chiesa. Parigi: una metropoli storicamente multiculturale. L’incontro di oggi, 7 ottobre 2026, ci conduce in Francia, e precisamente nella capitale Parigi, città simbolo della storia transalpina e metropoli cosmopolita dove diverse origini e appartenenze sono di

Dialoghi e Letture 2026: Giuseppe Di Vittorio cittadino del mondo
Una biografia tra sindacato e internazionalismo Michele Colucci Oggi, insieme all’autore Michele Colucci vi presentiamo il volume Giuseppe Di Vittorio cittadino del mondo (Carocci Editore). Matteo Sanfilippo, come di consuete, introduce l’opera e l’autore: Michele Colucci ci racconta la vita di Giuseppe Di Vittorio come un paradigma del travagliato e

Leave a Comment