Sulle strade dell’esodo n.2 – aprile-giugno- 2026
È uscita l’edizione di aprile-giugno 2026 della rivista Sulle strade dell’esodo delle Missionarie Secolari Scalabriniane.
Questo numero si offre ai lettori come un ricco mosaico di reportage, testimonianze e approfondimenti geopolitici, uniti da un unico grande filo conduttore: la necessità di rimettere la dignità della persona e il dialogo interculturale al centro della società contemporanea. Attraverso le sue pagine, l’opera viaggia tra i confini d’Europa, le realtà giovanili del Messico e del Marocco, e i laboratori di convivenza in Svizzera, offrendo una lettura profonda e coraggiosa dei mutamenti globali.
I temi portanti: laboratori di convivenza e testimonianze globali
L’apertura è dedicata alla cronaca della “Scalabrini- Fest” di Solothurn, in Svizzera, un appuntamento che ha radunato oltre 300 persone di diverse nazionalità per confrontarsi sul tema “Crescere in Umanità”. I laboratori multilingue e la celebrazione guidata da Don Franz Feng hanno dimostrato come la diversità possa diventare il fondamento di una comunità inclusiva.
Giovani: portatori di speranza
Il protagonismo delle nuove generazioni trova ampio spazio nella sezione “giovani”. Il volume documenta l’esperienza di Elisabetta Ferri a Città del Messico, un percorso di volontariato sul campo trasformatosi in un’indagine pedagogica sul diritto universale all’istruzione per i minori migranti.
Segue il racconto del “Campo di Pasqua” in Marocco, dove un gruppo internazionale di ragazzi ha vissuto la propria fede all’interno di una Chiesa “ini uscita” e della diaspora, sperimentando il valore del dialogo interreligioso in terra islamica.
Il focus geopolitico: le ombre del Patto Europeo
Il cuore analitico della pubblicazione è rappresentato dal dossier speciale dedicato al nuovo Patto Europeo su migrazioni e asilo. Con una critica documentata e stringente, il testo esamina i meccanismi tecnici della riforma- come la “finzione giuridica” di non ingresso e le procedure accelerate alla frontiera- evidenziano il rischio di una strutturale compressione dei diritti umani a favore di logiche securitarie e di contenimento. Contrapponendosi ai rigidi calcoli burocratici e alle quote imposte ai singoli Stati, l’opera evoca la visione profetica di San Giovanni Battista Scalabrini, richiamando le istituzioni a una “pedagogia della cura” e a una governance del fenomeno migratorio basata sulla solidarietà e sulla tutela della vita.
In definitiva, questo numero di “Sulle strade dell’esodo” si configura come uno strumento prezioso di informazione e di formazione spirituale e civile. Abbandonando le narrazioni polarizzate o puramente emergenziali, la pubblicazione lancia un messaggio chiaro e universale: la costruzione di una società accogliente non passa attraverso l’innalzamento di barriere o la burocratizzazione della solidarietà, ma attraverso il riconoscimento di un’unica famiglia umana e la valorizzazione di ogni singola diversità.
Madaì Bonilla

Quando la frontiera diventa il confine dei diritti e la negazione, “nei fatti” del diritto d’asilo
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