Scalabriniani 1/2026
È uscito il primo numero della rivista Scalabriniani 2026
Il numero si apre con una riflessione profonda sul concetto di casa, intesa non solo come struttura fisica, ma come cardine di relazioni, comunità e dignità. In un’epoca di frammentazione, la missione scalabriniana riafferma che abitare un luogo significa, prima di tutto, abitare un’umanità condivisa. La rivista esplora la casa come il primo gradino per la costruzione di una cittadinanza attiva e per lo sviluppo di una vera “cultura dell’accoglienza”.
Gli articoli principali:
Ogni individuo a diritto a una casa
Di Antonio Grasso,
Il diritto all’abitare è un pilastro inalienabile della dignità umana. L’analisi dell’autore si concentra sulla necessità di riforme che garantiscano l’accesso a soluzioni abitative dignitose per tutti, superando la logica dell’emergenza. Come sottolineato dai movimenti civili recenti, la casa deve essere riconosciuta come un diritto universale e non come un privilegio legato al censo o alla provenienza geografica.
Spagna, la svolta: mezzo milione di persone esce dall’invisibilità
Di Fabiola Frroku
L’articolo di approfondimento esamina la recente riforma del regolamento sull’immigrazione varata dal governo Sánchez. La misura punta a regolarizzare centinaia di migliaia di persone, puntando sul radicamento sociale e sul contrato di lavoro come strumento di integrazione. Mentre altri paesi inaspriscono le politiche di chiusura, la Spagna sceglie un approccio pragmatico che risponde alla carenza di forza lavoro e valorizza la dignità dei migranti. Quest’analisi non ignora le difficoltà burocratiche e le sfide che rimangono aperte per garantire che i permessi si traducano in reale inclusione.
La città che cambia, i diritti che scompaiono: gentrificazione e vulnerabilità
Di Angela Chen
Questo articolo approfondisce su come l’evoluzione urbana contemporanea sta delineando scenari di profonda ingiustizia sociale. Il fenomeno della gentrificazione non è più solo trasformazione estetica dei quartieri, ma un processo di espulsione sistematica delle fasce più deboli. La mercificazione dello spazio urbano trasforma la casa da diritto fondamentale a bene speculativo, rendendo l’accesso ad abitazioni dignitose sempre più oneroso per i lavoratori a basso reddito e i migranti. Le città si frammentano. Mentre i centri storici diventano vetrine per il turismo e il lusso, le periferie accolgono chi è stato “gentrificato” via, creando nuove geografie della marginalità dove i servizi e le tutele sociali tendono a scomparire.
Casa: Lo spazio della dignità
La “casa” scalabriniana è un laboratorio di futuro. Non si tratta solo di fornire un tetto, ma di creare un ambiente protetto dove ogni persona possa riprogettare la propria esistenza. I loro centri, come la rete di Agenzia Scalabriniana per la cooperazione e lo Sviluppo (ASCS), lavorano instancabilmente per trasformare le abitazioni in luoghi di accoglienza integrale, dove l’housing sociale si intreccia con percorsi di inserimento lavorativo e supporto psicologico.
Testimonianze di vita
Nel numero della rivista troveremo anche delle testimonianze che raccontano storie di riscatto. Come quella di Elisabeth alla Laurence House a Cape Town, La sua storia si distingue per una luce particolare. Per lei, l’approdo in questa realtà non ha rappresentato solo la fine di un’emergenza abitativa, ma l’inizio di una metamorfosi interiore.
Troveremo anche la testimonianza di Alvaro Pèrez Rìos, che ci racconta la sua esperienza a Casa Scalabrini 634, a Roma. Lui non porta con sé solo il bagaglio del migrante, ma la consapevolezza di chi ha attraversato le frontiere della negazione dei diritti. La sua testimonianza mette in luce come il passaggio attraverso strutture scalabriniane sia stato il trampolino per smettere di essere un “beneficiario” e diventare un protagonista.
In sintesi: Il primo numero della rivista Scalabriniani 2026 riafferma il diritto all’abitare come pilastro inalienabile della dignità umana, evidenziando la necessità di passare dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di una cultura dell’accoglienza. Analizzando sfide urbane e politiche migratorie, la rivista propone un approccio volto a trasformare l’housing sociale in un laboratorio di cittadinanza attiva e riscatto personale.
Madaì Bonilla

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