
San Giovanni Battista Scalabrini e i migranti – 1 giugno

Il 1° giugno si celebra San Giovanni Battista Scalabrini, figura centrale nella storia della Chiesa e dei migranti. Scalabrini dedicò la sua vita all’accoglienza e alla difesa dei migranti, diventando un punto di riferimento spirituale e sociale.”
Studi, Azioni e Attivismo Pastorale
Fin dai suoi studi e dallo sguardo empatico verso gli emigranti, Scalabrini comprese le difficoltà materiali e spirituali affrontate da chi partiva in cerca di una vita migliore. Denunciò lo sfruttamento degli emigranti, promosse leggi a loro tutela e sollecitò il coinvolgimento della Chiesa e della società civile per offrire sostegno concreto nei momenti di partenza e di arrivo.
Fu precursore nel proporre alla Santa Sede l’istituzione di organismi ecclesiali capaci di coordinare l’assistenza ai migranti: nel maggio 1905, pochi mesi prima della sua morte, presentò un “Memoriale” in tal senso.
Istituzioni e Reti Pastorali
Nel 1887 fondò la Congregazione dei Missionari di San Carlo Borromeo (gli “scalabriniani”) con l’obiettivo di assistere gli emigrati italiani specialmente nelle Americhe. L’iniziativa ottenne l’approvazione pontificia da Leone XIII nel 1887 mediante il breve Libenter agnovimus.
Nel 1891 prese vita anche a New York la Italian St. Raphael Society, ispirata da Scalabrini, quale primo modello organizzato di sostegno agli immigrati in America.
Visione Globale e Azione Attuale
Oggi, la sua eredità continua attraverso i Missionari Scalabriniani, attivi in oltre 30 Paesi con circa 650–700 religiosi, impegnati in missioni, centri per migranti, scuole e servizi per i lavoratori marittimi.
E non solo: esiste la Federazione dei Centri Studio di cui fa parte CSER e Istituti di teologici e pastorali che fanno riflettono sull’evoluzione del fenomeno migratorio, permettono il dialogo fra religioni e culture differenti, forniscono formazione e analisi migratoria, in continuità con l’ispirazione di Scalabrini.
Questo 1° giugno, invitiamo a meditare sul messaggio di Scalabrini: un Vescovo che trasformò la compassione in strutture concrete e durature, in difesa della dignità dei migranti. La sua vita resta un faro per le comunità di ieri e di oggi che accolgono chi è costretto a lasciare casa in cerca di speranza.
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Studi Emigrazione n° 233/2024 | CSER
(Carola Perillo)

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