Recensione: Revue Européenne des Migrations Internationales n.1/2025
La Revue Européenne des Migrations Internationales ha dedicato l’ultimo fascicolo (vol. 41, n. 1, 2025) al tema dei percorsi migratori: Sur les routes de la migration : circulations, risque et gestion de l’incertitude, a cura di Loïs Bastide, Laurent Lardeux e Yann Scioldo-Zürcher Levi. Gli articoli di questo numero monografico cercano di affrontare un tema, la cui importanza è cresciuta negli ultimi anni. Dal decennio finale del secolo scorso, mass media, discorso pubblico e persino la letteratura specialistica hanno teso a inquadrare le migrazioni in termini di “rischio” per i paesi di destinazione. Sono invece stati ignorati i rischi concretamente corsi dai migranti. Eppure la valutazione di questi ultimi è un elemento fondamentale della scelta di partire come mostrano proprio gli studi qui raccolti
Rotte, aspettative e rischi
Questo numero affronta una questione tanto attuale quanto centrale per gli studi migratori: in che modo il rischio, l’incertezza e la gestione di entrambe strutturano l’esperienza migratoria? Mentre da tempo la migrazione è studiata nei termini di flussi, politiche, diritti, frontiere, questo dossier si concentra su una dimensione spesso meno indagata: quella soggettiva, esperienziale, fatta di attese, di confini mobili, di esiti incerti.
I casi studiati: America Latina e Caraibi, Asia ed Europa
Il fascicolo è organizzato intorno a un dossier tematico con più contributi che indagano casi concreti e teorie legate al rischio e all’incertezza, in diversi contesti geografici: Guyana francese, Costa nord della Francia, Île-de-France, Asia sud-orientale.
C’è poi una sezione varia, con contributi che spaziano dalla storia post-coloniale alle dinamiche lavorative e ai mediatori nel lavoro dei rifugiati, oltre a recensioni di testi recenti.
Il numero colma una lacuna: molte pubblicazioni studiano il rischio migratorio dal punto di vista delle politiche di sicurezza o delle frontiere, ma meno dal punto di vista delle persone che migrano, delle loro percezioni, delle loro strategie. Questo approccio più “dal basso” aggiunge profondità alle analisi. Lo spettro dei casi (America Latina / Caraibi, Asia, Europa) permette confronti interessanti e mette in luce che, sebbene le forme del rischio varino, alcune dinamiche sono ricorrenti (incertezza, attesa, liminalità). L’approccio interdisciplinare: antropologia, geografia, sociologia, scienza politica arricchisce la comprensione del tema trattato. Non c’è solo riflessione teorica, ma studi di campo ben sviluppati, che ancorano le questioni nelle esperienze vissute (transito, attesa, discriminazione, espulsione).
I rischi per chi migra
Questo numero di REMI offre un contributo significativo agli studi migratori, spingendo a riflettere non solo sulle rotte, le politiche o le frontiere, ma su come il rischio e l’incertezza siano parte integrante della vita quotidiana dei migranti. È un fascicolo utile sia per chi studia migrazione, protezione, politiche di asilo, sia per chi si occupa di teorie della mobilità, delle frontiere e della vulnerabilità.
Di Carola Perillo

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