
Recensione: LA FRANCIA MI HA DATO IL PANE E LA LIBERTÀ
Di Carola Perillo
La Francia mi ha dato il pane e la libertà
di Michel Bonetti
Cosa resta di un’intera generazione di migranti italiani che, con le loro mani, hanno costruito la Francia del Novecento? Michel Bonetti lo racconta attraverso la storia di suo padre Gaetano, nato a Gromo, nella bergamasca, nel 1912, e costretto a emigrare per fame e per sfuggire alle violenze del fascismo.
Il libro – pubblicato da L’Harmattan Italia nella collana Memorie – è insieme biografia familiare e affresco storico-sociale. Seguiamo Gaetano nella traversata clandestina delle Alpi, nei primi lavori durissimi come posatore di binari, fino all’assunzione nella fabbrica metallurgica di Chedde, in Alta-Savoia. Lì mette radici, costruisce una famiglia con Caroline, figlia di migranti italiani, e trova un senso di comunità tra montanari che, pur poveri, condividevano lingua, valori e un’identica tenacia.
Fra storia e vita quotidiana
La forza del volume sta nella capacità di intrecciare la vicenda personale con la grande Storia europea: guerre mondiali, fascismo, emigrazione clandestina, sindacalismo, lotte operaie. Attraverso lo sguardo di Gaetano, emerge il contrasto tra il dolore dell’esilio e la riconoscenza verso la Francia, “che mi ha dato il pane e la libertà”. Una frase semplice, ma potentissima, che racchiude l’esperienza di tanti italiani: il pane, come risposta alla fame; la libertà, come riscatto da un regime oppressivo.
Bonetti restituisce anche i dettagli della vita quotidiana: le case operaie delle città-giardino, gli orti coltivati per integrare il magro salario, le tensioni tra migranti del Nord e del Sud d’Italia, l’orgoglio bergamasco mai sopito. Ne viene fuori un mosaico di memorie che è al tempo stesso intimo e collettivo.
Questo libro non è solo il ritratto di un uomo, ma un omaggio a quella “gente da poco”, come li chiamava Pierre Sansot, che ha dato un contributo enorme e spesso dimenticato alla modernizzazione europea. È anche un invito a riflettere sul presente: le difficoltà e i pregiudizi affrontati dai migranti di ieri somigliano a quelli che vivono i migranti di oggi.
In definitiva, La Francia mi ha dato il pane e la libertà è una lettura preziosa per chi vuole comprendere l’emigrazione italiana non come mito nostalgico, ma come esperienza concreta di fatica, dignità e trasformazione sociale.
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