
Recensione “Breve storia statistica dell’emigrazione italiana”
Mobilità e Statistica dell’emigrazione italiana (1861-2024)
di Lorenzo Prencipe e Matteo Sanfilippo, Fondazione Centro Studi Emigrazione, Roma 2025
Il volume Breve storia statistica dell’emigrazione italiana (1861-2024), firmato da Lorenzo Prencipe e Matteo Sanfilippo, rappresenta un contributo prezioso e aggiornato alla conoscenza di un fenomeno che ha profondamente segnato la storia sociale, economica e culturale dell’Italia: l’emigrazione.

L’opera si articola in dieci capitoli, cui seguono una conclusione e una ricca appendice statistica . Gli autori affrontano le diverse fasi della mobilità italiana, dall’Unità ai giorni nostri, collegando l’analisi quantitativa dei flussi a quella delle politiche migratorie, sia statali che associative, cattoliche e laiche .
La scelta metodologica è chiara: non solo ricostruire i movimenti attraverso i dati (non sempre completi e spesso sottostimati ), ma anche interpretarli alla luce delle dinamiche politiche, economiche e culturali che li hanno generati.
Punti di forza scientifici
- Sintesi critica di una vasta bibliografia: il testo si propone come bussola per orientarsi in una produzione sterminata che negli ultimi decenni ha reso quasi impossibile un controllo complessivo .
- Inquadramento di lungo periodo: pur concentrandosi dal 1861 in avanti, gli autori non trascurano le radici preunitarie e le continuità con le migrazioni di antico regime .
- Rilettura delle “nuove emigrazioni”: il volume mette in rilievo come, accanto alla storica diaspora rurale, si siano sviluppati flussi recenti di lavoratori qualificati e ricercatori, ma anche di pensionati e di persone espulse dal mercato del lavoro .
- Equilibrio tra emigrazione e immigrazione: un punto centrale è la sottolineatura che oggi l’Italia è insieme paese di emigrazione e di immigrazione, in un quadro complesso che riprende dinamiche già osservate nell’Ottocento .

Valore divulgativo
Nonostante la densità dei riferimenti e delle tabelle, la scrittura è chiara e accessibile. Le fotografie d’archivio e le serie statistiche (espatri e rimpatri dal 1861 al 2023) arricchiscono la narrazione . L’opera è quindi utile sia al lettore specialista che al pubblico interessato alla storia nazionale e familiare delle migrazioni.
Conclusioni e prospettive
Gli autori stessi riconoscono la difficoltà di “tirare le somme” di una storia così complessa, anche perché le statistiche spesso non riescono a restituire la totalità dei movimenti . Tuttavia, il quadro che ne emerge è chiaro:
- la mobilità italiana non è un capitolo chiuso, ma una costante storica che si rinnova sotto forme diverse;
- il futuro richiederà di studiare sempre più l’intreccio tra emigrazione, immigrazione e migrazioni interne, fenomeni inseparabili e interdipendenti.
Il volume si configura come un manuale essenziale di storia quantitativa e sociale delle migrazioni italiane, capace di offrire un quadro sintetico ma rigoroso. Per la comunità scientifica è uno strumento di riferimento aggiornato; per il grande pubblico, un invito a leggere l’emigrazione non come un ricordo lontano, ma come una realtà viva che continua a modellare l’identità del Paese.
Di Carola Perillo

Leave a Comment