Oggi a Pillole di Cser, Matteo Sanfilippo presenta i volumi:
“Storici e storie: Delio Cantimori e Armando Saitta nella storiografia europea”
Delio Cantimori e Armando Saitta, pur seguendo traiettorie individuali differenti, incarnano alcune tra le esperienze più significative e vivaci della storiografia italiana del Novecento. Il primo è noto soprattutto per il suo contributo fondamentale con Eretici italiani del Cinquecento, mentre il secondo ha legato il proprio nome alla figura di Filippo Buonarroti e ai suoi manuali di storia, fondamentali nella formazione di intere generazioni di studenti e studentesse.
A unire le loro opere e i personaggi storici da loro studiati – gli eretici del XVI secolo e il giacobino pisano – è un filo comune: l’aspirazione a un mondo più equo e la capacità di trasformare le sconfitte politiche del presente in eredità morali per il futuro. Se gli eretici sono ricordati per la loro testimonianza in favore della tolleranza, Buonarroti rimane un punto di riferimento per l’ideale socialista. In entrambi i casi, è la lotta contro l’ingiustizia e il rifiuto dell’oppressione a spingere questi protagonisti storici ad attraversare confini e cercare altrove uno spazio di libertà, dove poter costruire nuove forme di convivenza democratica.
Cantimori e Saitta condividevano una visione dell’Europa come spazio culturale comune, intreccio di storie e idee secolari. Un’Europa che non è solo luogo geografico, ma orizzonte ideale, capace ancora oggi di nutrire speranze e immaginare futuri alternativi.
(Carola Perillo)

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