
Migrazioni in Sud America da Studi Emigrazione 239/2025
Di Carola Perillo
Dati recenti, rotte e sfide (2024–2025) da Studi Emigrazione 239/2025
Di Denise Zenklusen (CONICET – UNRaf)

Panoramica: numeri chiave delle migrazioni in Sud America
Il Sud America è oggi un continente di origine, destinazione, transito e ritorno. Si stimano circa 10,9 milioni di migranti internazionali residenti, con il 79% proveniente dalla stessa regione. La mobilità intraregionale è la cifra distintiva del fenomeno.
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L’impatto dell’esodo venezuelano
Il Venezuela ha prodotto il flusso più rilevante dell’ultimo decennio. A fine primavera 2024, i venezuelani rifugiati e migranti in America Latina superavano 6,5 milioni, con principali destinazioni Colombia e Perù, seguiti da Brasile, Cile, Ecuador e Argentina. Profili giovani e spesso qualificati incontrano barriere nella revalida dei titoli e quindi un elevato rischio di occupazione informale.
Argentina: storica terra di accoglienza
L’Argentina resta il principale polo di attrazione regionale: gruppi numerosi da Paraguay e Bolivia, con crescita recente di arrivi da Venezuela, Caraibi (Haití, Cuba, RD) e Senegal. Migrazione sempre più femminile, concentrata nell’area metropolitana di Buenos Aires, ma con criticità nell’accesso a servizi e lavoro regolare nonostante un quadro normativo avanzato.
Vedi anche la nostra scheda paese: Argentina.
Bolivia: tra emigrazione e nuovo paese di transito
La Bolivia è storicamente un paese di emigrazione (Argentina, Spagna, Cile), ma si configura sempre più come corridoio di transito per venezuelani diretti in Cile e Perù. Nel 2020 gli immigrati erano circa 164mila, soprattutto argentini e brasiliani. La produzione scientifica sul tema rimane limitata: un’area prioritaria per nuove ricerche.
Cile: crescita senza precedenti
In Cile la popolazione migrante è quasi triplicata in un decennio, superando 1,6 milioni. I venezuelani sono il gruppo più numeroso, seguiti da peruviani, colombiani, haitiani e boliviani. Persistono precarietà abitativa (affitti informali, campamentos) e segmentazione del lavoro, con episodi di discriminazione.
Paraguay: una diaspora storica
Il Paraguay ha una delle più ampie diaspore regionali: circa 1,3 milioni di connazionali all’estero, in prevalenza in Argentina. Molte donne sono impiegate nelle catene globali di cura; restano diffuse condizioni di lavoro poco tutelate e percorsi di regolarizzazione non sempre lineari.
Uruguay: nuove mete, nuove sfide
Negli ultimi anni l’Uruguay è diventato destinazione per flussi da Venezuela, Cuba e Argentina. Circa il 3% dei 3,4 milioni di residenti è straniero. Il Programa Arraigo (2024) facilita la regolarizzazione—soprattutto per i cubani—con percorsi per lavoro, studio e famiglia, puntando su inclusione e legalità.
Le quattro sfide da risolvere
- Documentazione e status: barriere burocratiche, soprattutto per extra-MERCOSUR e non ispanofoni.
- Lavoro: alta partecipazione ma in settori informali e precari, con ostacoli al riconoscimento dei titoli.
- Educazione: problemi di accesso, convalida titoli e supporto linguistico per minori e giovani.
- Abitazione: ricorso a affitti informali e insediamenti precari in grandi aree urbane.
Conclusioni
Le migrazioni sudamericane sono eterogenee e dinamiche. L’esodo venezuelano ha ridefinito gli equilibri, ma crescono anche arrivi da Caraibi, Africa e Asia. Servono politiche coordinate tra governi nazionali e locali, ricerca interdisciplinare e il coinvolgimento di diaspore e società civile per trasformare la mobilità in motore di inclusione e sviluppo.


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