Migranti Press numero 5 – maggio- 2026
È uscito il numero 5-2026 di Migranti Press, il periodico mensile della Fondazione Migrantes Anno XLVII.
L’anno 2026 si apre con una trasformazione strutturale delle politiche di gestione dei flussi migratori all’interno dell’Unione Europea. Con l’entrata in vigore del Nuovo Patto europeo per le migrazioni e l’asilo. L’architettura giuridica del continente si allontana progressivamente dai principi di solidarietà per abbracciare una logica incentrata sul controllo, sulla deterrenza e sulla sorveglianza tecnologica.
IL presente Dossier offre un quadro sinottico sulle cause profonde della migrazione globale rappresentate da guerre croniche, sfruttamento geopolitico ed emergenze umanitarie che colpiscono milioni di persone nel mondo che rimangono confinate ai margini del dibattito istituzionale.
Il nuovo patto UE: un passo indietro nella solidarietà
Di Mons. Gian Carlo Perego, Presidente Cemi e Fondazione Migrantes
L’entrata in vigore del Nuovo Patto sancisce una svolta restrittiva nella governance comunitaria. Come evidenziato nell’analisi, il testo si pone in contrasto con l’Articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), il quale stabilisce che le politiche migratorie debbano fondarsi sul principio di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità tra gli Stati membri.
Secondo l’autore, il quadro normativo attuale sceglie invece la via del confinamento attraverso:
Procedure accelerate di screening, normalizzazione della detenzione amministrativa e solidarietà flessibile.
Questo impianto normativo scarica la pressione logistica e burocratica sui Paesi di primo ingresso, rinunciando a una strategia di integrazione a lungo termine e centralizzata, come l’istituzione de un soccorso in mare europeo o di corridoi umanitari strutturali.
I dati Frontex (gennaio-aprile 2026)
In questo contesto, l’irrigidimento delle frontiere trova un riscontro diretto nelle statistiche ufficiali fornite dall’agenzia Frontex per il quadrimestre gennaio-aprile 2026. I dati evidenziano un calo generalizzato degli attraversamenti irregolari su molte delle rotte tradizionali, ma rilevano una forte anomalia geografica:
Mediterraneo centrale è stata la più trafficata, con circa 8.500 arrivi registrati, in calo del 46% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Mediterraneo orientale si sono registrati circa 8.400 attraversamenti, con un calo del 32%.
Mediterraneo occidentale è stata l’unica rotta principale a registrare un aumento, con circa 5.200 sequestri, in crescita del 50% rispetto all’anno precedente.
Rotta dei Balcani occidentali ha registrato circa 2.800 rilevamenti, con un calo del 19%.
Rotta dell’Africa occidentale ha registrato circa 2.300 sequestri, il che la rende quella con il calo più marcato tra tutte le rotte, pari al 78%.
Al confine terrestre orientale si sono registrati circa 1.100 attraversamenti, con un calo del 49%.
Questi dati confermano l’effetto di spostamento dei flussi verso i varchi rimasti aperti. L’estensione del concetto di “Paese terzo sicuro” permette l’esternalizzazione delle procedure, legittimando il respingimento verso aree governate da regimi autoritari pur di bloccare le partenze.
IA e migranti
Di Gigio Rancilio, Giornalista, esperto di digitale
Per l’autore, il pilastro tecnologico della nuova governance si traduce in quella che gli esperti definiscono una “deumanizzazione del soccorso”. L’Unione Europea ha investito miliardi nello sviluppo di una rete di confini intelligenti attiva su più livelli:
1.Eurosur:
sistema potenziato che monitora in tempo reale i confini tramite droni, satelliti e sensori, declassando l’avvistamento di un naufragio a mera “anomalia algoritmica da tracciare”.
Il registro biometrico che memorizza sistematicamente le impronte digitali e i dati facciali dei cittadini extra-UE.
3.Etias:
Il software di autorizzazione preventiva che valuta il potenziale rischio di un viaggiatore prima dell’imbarco.
Secondo Rancilio, le inchieste evidenziano la presenza di forti bias algoritmici in questi sistemi, che tendono a penalizzare gli individui in base alla nazionalità o alla lingua, generando profili di rischio predittivi senza che vi sia una chiara responsabilità giuridica in caso di errore software. Al contrario, l’uso positivo dell’IA è limitato alle iniziative dell’Unhcr nei campi profughi e alle chatbots delle ong per l’assistenza legale.
Articoli che troverai nel Dossier:
La guerra ignorata nella Repubblica democratica del Congo (pagina 8)
I governi fanno la guerra ai bambini (pagina 12)
Parole in fuga (pagina 16)
In sintesi, L’analisi trasversale dei dati e dei reportage contenuti in questo numero di Migranti Press evidenzia una profonda contradizione strutturale tra le politiche dell’Unione europea e la realtà geopolitica globale. La governance migratoria del 2026, formalizzata dal nuovo patto, si concentra quasi esclusivamente sulla militarizzazione, esternalizzazione, e digitalizzazione delle frontiere, trattando un fenomeno strutturale come una perenna emergenza di sicurezza. L’adozione di confini “intelligenti” e di riforme restrittive non fa altro che posticipare la gestione di una crisi globale, segnando un definitivo passo indietro nel percorso etico e solidale della civiltà europea.
Madaì Bonilla

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