
L’approdo di Shaun Tan
Shaun Tan, autore e illustratore australiano, ha realizzato con L’approdo (The Arrival, 2006) un’opera che si colloca a metà strada tra fumetto, albo illustrato e graphic novel. È un libro privo di parole, fatto solo di immagini in seppia che richiamano fotografie d’epoca, ma con un linguaggio visivo talmente potente da riuscire a comunicare emozioni e storie con estrema chiarezza.

La vicenda è apparentemente semplice: un uomo lascia la propria terra, segnata da oppressione e povertà, e parte alla ricerca di un futuro migliore per sé e per la sua famiglia. Arriva in una città immaginaria, popolata da creature bizzarre, oggetti strani, segni incomprensibili e consuetudini sconosciute. Attraverso incontri con altri migranti, che condividono i propri ricordi e percorsi, l’uomo ricompone il mosaico della speranza, della perdita e della ricostruzione.

Questo meraviglioso volume parla di migrazione e spaesamento: il cuore del libro è l’esperienza universale dell’emigrazione. Il lettore vive lo stesso straniamento del protagonista, perché non ha parole da decifrare né contesto familiare: tutto è straniero.
Altro tema che emerge in maniera preponderante dalle tavole è la resilienza e solidarietà: le storie incrociate degli altri migranti sottolineano che la migrazione non è mai un atto isolato, ma una condizione condivisa che genera nuove comunità. Lo stile di rappresentazione narrativa con le tavole in seppia ricorda vecchie foto di passaporti e archivi, richiamando la storia delle migrazioni del Novecento, pur ambientando la vicenda in un mondo fantastico.
Tan miscela realismo e fantastico: le architetture richiamano New York o Ellis Island, ma vengono reinventate con dettagli surreali; gli animali da compagnia sono creature immaginarie, che evocano l’alienità del nuovo mondo. Questa scelta amplifica il senso di estraneità e lo universalizza: non è un luogo, ma tutti i luoghi dell’arrivo.

L’Approdo è un’opera speciale
È un fumetto muto, che dimostra la forza narrativa delle sole immagini. Si rivolge a lettori di ogni età: i bambini possono apprezzarne la favola visiva, gli adulti coglierne la profondità storica e politica.
È insieme universale e personale: chiunque abbia vissuto, direttamente o indirettamente, l’esperienza del distacco e del ricominciare, vi ritrova una parte di sé.
L’Approdo è più di un fumetto: è un’esperienza empatica. Shaun Tan trasforma la migrazione – spesso raccontata con numeri e statistiche – in un viaggio interiore, poetico e toccante. È un’opera che non ha bisogno di parole perché parla direttamente al cuore e alla memoria collettiva.
Parleremo di questa e di altre graphic novel nel convegno ” Migrazione a fumetti”
Di Carola Perillo

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