
Il nuovo decreto flussi: servono persone, ma anche numeri chiari
Di Carola Perillo
Il nuovo decreto flussi è un interessante articolo di Cinzia Conti e Salvatore Strozza, disponibile su Neodemos.
L’articolo affronta il nuovo Decreto flussi per il triennio 2026-2028, che stabilisce le quote di ingressi regolari in Italia per lavoratori non‐UE: il totale è di circa 497.550 posti, suddivisi in:
- 230.550 posti per lavoro non stagionale e autonomo;
- 267.000 posti per lavoro stagionale.
Numeri chiari
Gli autori mettono in evidenza che, pur essendo numeri “da capogiro”, restano domande aperte su quanto i numeri dei flussi riescano a rispondere davvero alla diminuzione di popolazione, all’invecchiamento demografico, al calo della forza lavoro (20-64 anni), e su quanto la programmazione possa risentire di una complessità di raccolta e analisi delle reali richieste delle imprese ed associazioni di categoria. Come fanno notare gli autori ” Nell’era del “data deluge”, i numeri che possono consentire qualche valutazione sono pochi, spesso contraddittori, nonché di complessa interpretazione. Sembra inoltre necessario richiamare l’attenzione non solo sulle necessità immediate del mercato del lavoro, ma anche sull’evoluzione demografica a brevissimo e breve termine”
In particolare, le proiezioni Eurostat senza migrazioni indicano un calo rilevante della popolazione residente nel 2026-2029: oltre 910.000 persone, con perdita nella fascia giovane (0-19) e forte aumento degli over 65, e calo degli occupati nella fascia centrale (20-64) se i tassi di occupazione restassero quelli attuali.
Gli autori suggeriscono che per coprire le necessità demografiche e lavorative bisognerebbe più che triplicare gli ingressi stabili per lavoro, comprendere l’apporto dei flussi migratori non solo “per lavoro” (famiglia, protezione internazionale), e migliorare la raccolta e la trasparenza dei dati.
Si rimanda alla lettura completa dell’articolo per approfondire:
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