
Il 2 agosto: Il Porrajmos
Di Carola Perillo
Un genocidio taciuto che ci parla di oggi
Il termine Porrajmos ( talvolta detto “samudaripen”) significa divoramento nella lingua romanì ed è usato per indicare il genocidio sistematico dei Rom e Sinti perpetrato dai nazisti tra il 1939 e il 1945.
Le stime del numero di vittime oscillano, ma molte fonti parlano di 220.000 fino a 500.000 vittime.
Un genocidio taciuto a lungo, dimenticato dalla memoria collettiva e spesso assente nei libri di storia. Il genocidio dei Rome è stato meno ricordato e meno commemorato nel discorso pubblico europeo e mondiale, quasi emarginato dalle politiche di memoria.
Eppure, è dovere di ogni società democratica ricordare e denunciare non solo il passato, ma anche il presente.
Ancora oggi, in molti Paesi europei, Rom e Sinti continuano a vivere ai margini, segregati nei campi, in condizioni di povertà e precarietà, discriminati nell’accesso alla scuola, alla sanità, al lavoro, alla casa. Ancora oggi, troppo spesso, sono trattati come cittadini di serie B, invisibili nei processi di partecipazione e piena inclusione sociale.
Ricordare il Porajmos non è solo un atto di memoria, è un impegno attivo per i diritti umani.
Contro il razzismo, contro l’indifferenza, per una società in cui nessuno sia escluso.

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