Guida legislativa per l’attuazione del Protocollo contro il traffico di migranti
Segnaliamo l’interessante recensione di Giuseppe Licastro della nuova Legislative Guide sull’attuazione del Protocollo sul traffico di migranti dell’United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC) è stata suddivisa in sette essenziali capitoli (disponibile online in www.unodc.org).
Il primo capitolo d’apertura offre una sintetica ma efficace introduzione attraverso la rassegna di una serie di “elementi introduttivi” sul Protocollo, ad esempio, sulla storia, sulla struttura e il contenuto appunto del Protocollo. Il secondo capitolo tratta dello scopo e dell’ambito di applicazione del Protocollo, del legame-della relazione che sussiste fra il Protocollo e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (la c.d. Convenzione di Palermo), degli indirizzi generali sulla interpretazione e applicazione del sostanzioso contenuto della clausola di salvaguardia di cui all’art. 19. Il terzo capitolo attiene alla disposizione (l’art. 3) che definisce, chiarisce la definizione dello smuggling di migranti nonché della terminologia ad esso inerente. Il quarto capitolo affronta la questione dell’obbligo di criminalizzare il traffico di migranti e delle ulteriori condotte accessorie di cui all’art. 6, nonché la questione della non-criminalization of smuggled migrants di cui all’art. 5. Il quinto capitolo affronta invece la questione della protection and assistance of smuggled migrants focalizzandosi sulle diverse disposizioni del Protocollo volte a proteggere i diritti dei migranti oggetto di smuggling e a fornire loro assistenza e supporto (al par. 281, pp. 64-65, corsivo aggiunto, nell’introduzione alla disamina dell’art. 16, si legge che «Although the Protocol considers smuggled migrants as the object (rather than the victim) of smuggling, States Parties nevertheless do have legal obligations under the Protocol to protect and assist smuggled migrants», ebbene, con riferimento all’inciso «rather than the victim», non sembra azzardato far presente l’interessante contributo di A. Spena, Smuggled migrants as victims? Reflecting on the UN Protocol against migrant smuggling and on its implementation, in S. Forlati (ed.), The Palermo Convention at Twenty. The Challenge of Implementation, Brill, Leiden/Boston, 2021, p. 43 ss., ove si sostiene la possibilità di considerare i migranti contrabbandati… vittime). Il sesto capitolo è dedicato alle misure tese a prevenire il traffico di migranti, di cui all’art. 15, all’art. 11 e all’art. 12. Il focus del settimo capitolo concerne le specifiche disposizioni sulla cooperazione tra gli Stati parte (e altri partner), da applicare (però) nel rispetto degli obblighi in materia di diritti umani (cfr. p. 105, parr. 442-443).
La Legislative Guide precisa che la sequenza dei capitoli e la struttura di ciascun capitolo sono esposte per tematica anziché articolo per articolo, allo scopo di facilitare la consultazione su temi o questioni specifiche, nonché si precisa che la trattazione (invece) per singoli articoli iniziano con la citazione del testo pertinente (cfr. p. 6, par. 26). Alla fine della guida figurano due allegati riguardanti gli obblighi di notifica previsti dal Protocollo e le parti del meccanismo di revisione rilevanti per l’attuazione del Protocollo (cfr. p. 6, par. 28).
La nuova guida appare quindi uno strumento davvero agevole (da consultare, studiare), molto utile per gli “utenti”, i destinatari di tale strumento, ossia i legislatori, gli operatori della giustizia penale e del settore dell’immigrazione, i ricercatori, gli analisti politici (cfr. p. 4, par. 16). Uno strumento che appare altresì caratterizzarsi per la tendenza ad “attuare” il contenuto del Protocollo ponendo l’accento, al contempo, al rispetto e alla protezione dei diritti umani, nonché agli standard internazionali (per inciso: una tendenza che pare seguire la “scia” di uno strumento precedente, ossia, l’issue paper dell’UNODC, del 2022, lead author S. Forlati, dal titolo eloquente The United Nations Convention against transnational organized crime and international human rights law, disponibile online in www.unodc.org). Peraltro, la guida pone all’attenzione anche aspetti senza dubbio delicati e complessi, ad esempio, sulla criminalizzazione dell’assistenza umanitaria ai migranti «in distress or lost at sea», criminalizzazione che potrebbe contravvenire, trasgredire l’art. 6, par. 1, l’art. 9, par. 1 e l’art. 16 del Protocollo sul traffico di migranti (cfr., più diffusamente, il par. 365, p. 84, nel contesto del quinto capitolo sulla protection and assistance of smuggled migrants, ove la guida si dedica anche alla disamina degli aspetti sull’Assistance to people in distress at sea; sulla criminalizzazione in dottrina, v. anche L. Salvadego, The Smuggling Protocol and the Criminalization of Humanitarian Activities at Sea, in S. Forlati (ed.), The Palermo Convention at Twenty. The Challenge of Implementation, cit., p. 98 ss., G. Bevilacqua, Humanitarian Smuggling: Setting Borders between Acts of Criminality and Acts of Solidarity with People on the Move, in Ordine internazionale e diritti umani, n. 5, 2021, p. 1266 ss.).

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