Bologna: La presenza dei migranti nelle Città metropolitane -Rapporto Annuale-
La Città metropolitana di Bologna, un territorio caratterizzato da una forte dinamicità demografica ma da sfide aperte sul piano dell’inclusione lavorativa, specialmente femminile. Il Rapporto presenta un’analisi complessiva sull’ Integrazione e Mercato del Lavoro dei cittadini non comunitari nella città.
Caratteristiche Socio-Demografiche
Secondo il Rapporto Annuale, al 31 dicembre 2024, la Città metropolitana di Bologna ospitava 93.891 cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti, una cifra che rappresentava il 2,5% del dato nazionale. Questo volume di presenze ha permesso al territorio di salire al quinto posto tra le città metropolitane italiane per numero di residenti extra UE, migliorando la sesta posizione occupata l’anno precedente.
L’analisi delle cittadinanze mostra una distribuzione equilibrata tra le comunità principali: quella ucraina (11,1%), quella marocchina (10,7%) e quella pakistana (10,6%). A seguire si sono posizionate le collettività albanese (8,5%) e cinese (7,8%), mentre quote significative (tra il 5,1% e il 6,5%) sono state registrate per i cittadini provenienti da Bangladesh, Filippine e Moldavia.
Dal punto di vista demografico, è stato rilevato un sostanziale equilibrio tra i generi, con le donne al 50,1% e gli uomini al 49,9%. I minori costituivano il 16,4% della popolazione non comunitaria, una percentuale leggermente più bassa rispetto alla media italiana del 17,3%.
Per quanto riguarda l’istruzione, nell’anno scolastico 2023/2024 sono stati censiti 19.038 studenti di Paesi terzi, pari al 14,6% della popolazione scolastica totale dell’area. La loro presenza è risultata particolarmente marcata nella scuola primaria (37%) e nelle superiori (24,3%). La distribuzione nelle scuole è apparsa omogenea: solo una minima parte degli istituti (6,3%) non presentava alunni extra UE, mentre nella maggior parte delle scuole (oltre l’80%) la loro incidenza oscillava tra quote minime e il 30%.
permessi di soggiorno
Secondo i dati ISTAT, Nel corso del 2024, la popolazione non comunitaria nel territorio bolognese ha subito un forte incremento, pari al +10,9%, superando di molto la media di crescita nazionale (+5,6%). Tale velocità di espansione ha portato Bologna al settimo posto tra le Città metropolitane per tasso di crescita. Questo fenomeno è stato alimentato dal rilascio di 6.900 nuovi permessi di soggiorno, dato che conferma la provincia al quinto posto in Italia per nuovi ingressi.
Questa rapida crescita ha modificato la struttura dei titoli di soggiorno: la percentuale di lungosoggiornanti è scesa al 47% (contro il 52,8% nazionale), anche a causa delle 5.229 acquisizioni di cittadinanza effettuate da residenti storici. Per quanto riguarda i permessi soggetti a rinnovo, i motivi familiari sono risultati i più frequenti (36,5%), seguiti dal lavoro (28,9%) e dalla protezione internazionale (23%). È stata inoltre rilevata un’incidenza molto alta dei permessi per studio (9%), un valore più che doppio rispetto alla media italiana che colloca Bologna al terzo posto nazionale.
Occupati e Disoccupati
All’interno della Città metropolitana di Bologna, i cittadini non comunitari costituiscono il 5,9% della forza lavoro complessiva. Tuttavia, i dati mostrano performance occupazionali inferiori rispetto alla media nazionale della stessa categoria: il tasso di occupazione locale si ferma al 59,2% (contro il 61,3% italiano), mentre risultano più alti sia il tasso di disoccupazione (11,2%) sia quello di inattività (33,2%).
Queste difficoltà appaiono strettamente legate alla questione di genere. Le donne extra UE presentano infatti un tasso di occupazione molto basso, pari al 42,1%, a fronte dell’80,2% registrato tra gli uomini. Anche il tasso di inattività femminile (52,1%) risulta notevolmente superiore sia a quello maschile (9,7%) sia al dato nazionale femminile (46,9%). Tale divario ha indicato la presenza di barriere (culturali, familiari o di accesso ai servizi) che impediscono alle donne non comunitarie di entrare nel mercato del lavoro bolognese.
Per quanto riguarda i settori di impiego, si osserva una forte concentrazione nei Servizi, che assorbono il 63,2% dei lavoratori stranieri dell’area. Di particolare rilievo è il comparto delle Costruzioni, dove la quota di occupati non comunitari (10,6%) è più che doppia rispetto a quella degli italiani (4,5%). Sotto il profilo professionale, la maggioranza è impiegata in mansioni manuali (oltre il 57% tra qualificate e non), sebbene si registri una presenza significativa di dirigenti e tecnici (15%), quota che risulta essere il doppio della media nazionale per i cittadini extra UE.
In sintesi: Nonostante l’alto potenziale, il territorio presenta un mercato del lavoro con tassi di occupazione inferiori alla media nazionale, evidenziando una significativa disparità di genere con un alto tasso di inattività femminile. La sfida futura risiede nell’integrare pienamente questa forza lavoro, riducendo le barriere occupazionali per le donne.

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