Auto-etnografia dell’accoglienza
Il volume Auto-etnografia dell’accoglienza. Lavorare nei servizi per richiedenti asilo e rifugiati, scritto dall’educatore e antropologo Davide Biffi e pubblicato da Edizioni Junior, offre una disamina critica e approfondita del sistema di accoglienza italiano a partire dal 2011, anno dell’”Emergenza Nord Africa” legata alle primavere arabe. Il testo si configura come un’opera scientifica rigorosa che combina la ricerca etno-antropologica sul campo con l’esperienza diretta dell’autore come operatore-ricercatore e coordinatore all’interno di un centro d’accoglienza in Lombardia e nei servizi territoriali di Milano, come il Naga e il Naga Har e attualmente coordinatore di un progetto SAI. L’obiettivo centrale è decostruire le dinamiche istituzionali e documentare la traduzione pratica delle politiche migratorie, analizzando la costante tensione tra le direttive statali e il vissuto quotidiano dei soggetti coinvolti.
Un’analisi antropologica e burocratica dei servizi per i richiedenti asilo in Italia
L’opera è strutturata partendo da una solida base normativo-istituzionale per poi calarsi nella dimensione micro-etnografica del lavoro sul campo. L’autore ricostruisce la storia recente delle politiche migratorie in Italia tra il 2011 e il 2023, evidenziando una progressiva erosione dei diritti di tutela. Vengono esaminati passaggi cruciali quali l’abrogazione della protezione umanitaria con il “Decreto Salvini” (2018) e le successive restrizioni della “Legge Cutro” (2023), che ha eliminato la protezione speciale e ridotto i fondi per i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS). Il testo mette in luce una grave e permanente lacuna costituzionale: l’ordinamento italiano non ha mai attuato l’articolo 10 della Costituzione con una legge quadro sul diritto d’asilo, legando la materia quasi esclusivamente al recepimento vincolante delle direttive europee finalizzate all’armonizzazione delle “norme minime” di protezione.
I meccanismi di selezione degli hotspot
Sul piano pratico, attraverso la lente dell’osservazione empirica, l’opera scompone i dispositivi burocratici e polizieschi che regolano e filtrano capillarmente l’accesso al territorio e ai diritti. Fin dal momento del post-approdo, il sistema degli hotspot viene delineato come un apparato securitario di selezione e classificazione su base razziale, dove le procedure biometriche di fotosegnalamento per la banca dati Eurodac attivano processi di stigmatizzazione. Lo strumento cardine di questo filtraggio è il “foglio notizie”, un modulo a risposte chiuse compilato in condizioni di forte stress e in presenza di gravi carenze di mediazione linguistica. L’indicazione della motivazione “lavoro” come causa della partenza fa scattare automaticamente le procedure di espulsione, imponendo una rigida separazione binaria tra “migrante forzato” e “migrante economico” che non rispecchia la complessità reale delle migrazioni.
Processi di presa in carico e abbandono istituzionale
Dall’analisi dei confini l’autore passa poi all’esame dei contesti urbani; in questa sezione, infatti, l’attenzione si concentra sul territorio milanese, esaminando l’attività dell’associazione Naga e le problematiche d’accesso riscontrate dai cosiddetti “fuori quota sbarchi Milano”. Qui, Biffi affronta la presa in carico della salute mentale dei rifugiati, il supporto fornito a una famiglia di richiedenti asilo e l’esito critico del diventare senza fissa dimora, chiudendo la riflessione con una disamina sul concetto di vulnerabilità. In netta contrapposizione a un sistema improntato al controllo, all’esclusione e alla discrezionalità burocratica, emerge tuttavia la capacità di resistenza, creatività e professionalità agita dagli operatori per strutturare servizi di accompagnamento e tutele mirate.
In conclusione, il volume si configura come un resoconto critico che delinea il sistema dell’accoglienza in Italia come un terreno di scontro etico e politico tra la sovranità statale e il diritto di migrare. L’opera si chiude definendo l’asilo non solo come una categoria giuridica, ma come un processo di trasformazione personale e istituzionale, segnato dal delicato equilibrio tra la presa in carico e l’abbandono burocratico.
Madaì Bonilla

I Disconosciuti: un fumetto sul sistema di accoglienza
Apriamo l’anno con la segnalazione del nuovo fumetto di Francesco Della Puppa, Alessandro Lise, Francesco Matteuzzi, Francesco Soresin e Giulia Storato: I Disconosciuti. Questo volume edito da Becco Giallo in collaborazione con la Fondazione CSER è il secondo di una collana di ricerca avviata da Francesco Della Puppa che vuole

Rapporto annuale SAI – Sistema di Accoglienza Integrazione
Di Carola Perillo XXIII Rapporto SAI 2025 (dati 2024): numeri, dati e prospettive del Sistema di Accoglienza e Integrazione Il quadro aggiornato al 31 dicembre 2024 del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI): progetti, posti, beneficiari, rete dei Comuni e sfide future. Presentazione: 17 giugno 2025 · Fonte: Rapporto SAI

Recensione del libro Agire l’accoglienza
Il volume “Agire l’accoglienza. Percorso di ricerca sul lavoro sociale all’interno del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI)” Curato da: Marco Accorinti e Monia Giovannetti (Roma Tre-Press, 2023), si pone come uno studio fondamentale per comprendere l’evoluzione e la professionalizzazione del settore dell’accoglienza in Italia. Lavoro sociale nel sistema SAI

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