
Recensioni: riflessioni sui dati di “Chiamami con mio nome”
Cittadinanza, scuola, identità — perché riconoscere significa includere
Cosa mostra il dossier: numeri su studenti senza cittadinanza
Il Dossier Back to School 2025 di Save the Children, intitolato “Chiamami col mio nome”, analizza la condizione dei giovani con background migratorio, dando particolare rilievo sia a chi è nato o cresciuto in Italia, sia a chi è arrivato più recentemente.
Attraverso un’indagine quantitativa basata su dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, INVALSI e ISTAT, si esaminano i percorsi scolastici e le aspettative educative dei minori di prima e seconda generazione, mettendo in evidenza le differenze rispetto agli studenti senza background migratorio.
Uno dei dati più significativi: circa 1 studente su 8 non ha la cittadinanza italiana. Parliamo di circa 865.000 studenti.
Voci autentiche: testimonianze di seconde generazioni
Nella parte qualitativa del dossier, sono raccolte testimonianze di studenti e studentesse di seconda generazione, che frequentano scuole superiori in città come Brescia, Modena e Trento. Le loro voci mettono in evidenza tensioni identitarie, aspettative culturali e ostacoli concreti nella vita scolastica, nell’interazione con coetanei e insegnanti.
I costi dell’esclusione; i benefici dell’inclusione
Il dossier sottolinea come lo status di cittadino (o la sua assenza) influisca su orientamento scolastico, opportunità universitarie e prospettive professionali. Benefici economici stimati: l’inclusione piena potrebbe portare guadagni non solo sociali, ma anche economici per lo Stato, riducendo le disuguaglianze educative. Ostacoli e problemi persistenti
- Il dato della cittadinanza spesso è associato a ritardi scolastici, maggiore rischio di dispersione, abbandono. La distribuzione territoriale è disomogenea: regioni del Nord registrano numeri assoluti più alti; ma le sfide esistono anche nel Centro e nel Sud. Nonostante molti studenti senza cittadinanza siano nati in Italia (oltre il 65,4%), restano barriere burocratiche, sociali e culturali che ostacolano il pieno riconoscimento. Proposte concrete per riforme e migliori pratiche
Per superare le disuguaglianze evidenziate, il dossier propone:
- Riforme legislative che accelerino e semplifichino il riconoscimento della cittadinanza per i giovani di seconda generazione.
- Programmi scolastici di supporto, orientamento, formazione insegnanti su inclusione e diversità culturale.
- Espansione della ricerca quantitativa e qualitativa, con disaggregazione territoriale e attenzione alle differenze locali.
- Promozione di una cultura dell’inclusione che riconosca identità e appartenenza nell’esperienza quotidiana scolastica e sociale.
Conclusione: per una scuola che chiama tutti per nome
“Chiamami col mio nome” non è solo un titolo: è una chiamata all’azione. Riconoscere significa restituire dignità, identità, opportunità. Ogni studente e studentessa nato o cresciuto in Italia con radici migratorie merita di essere chiamato col proprio nome — non come concessione, ma come diritto.
Per approfondire questi interessanti risultati leggi il Report cliccando sull’icona qui sotto:
Di Carola Perillo


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