Glossario essenziale delle migrazioni
Migrante internazionale (International Migrant)
Persona che si sposta dal proprio Paese di residenza abituale verso un altro Paese, indipendentemente dalle motivazioni dello spostamento (lavoro, studio, ricongiungimento familiare, protezione, ecc.) e dalla durata della permanenza. Il termine comprende quindi una pluralità di situazioni migratorie e non implica necessariamente una condizione di vulnerabilità o di protezione internazionale.
Richiedente asilo (Asylum Seeker)
Persona che ha presentato domanda di protezione internazionale e attende una decisione sulla propria richiesta. Fino alla conclusione della procedura non può essere considerata rifugiata, anche se potrebbe successivamente ottenere tale status o un’altra forma di protezione.
Rifugiato (Refugee)
Persona che si trova fuori dal proprio Paese di cittadinanza o di residenza abituale e che non può o non vuole farvi ritorno a causa di un fondato timore di persecuzione per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche. Lo status di rifugiato è riconosciuto in base alla Convenzione di Ginevra del 1951.
Profugo (Displaced Person / Forced Migrant)
Persona costretta a lasciare la propria casa o il proprio luogo di residenza per ragioni di sopravvivenza, quali guerre, conflitti, violenze, persecuzioni o calamità. Il termine non identifica uno status giuridico specifico e non coincide necessariamente con quello di rifugiato.
Sfollato interno (Internally Displaced Person – IDP)
Persona costretta a fuggire dalla propria abitazione o dal proprio luogo di residenza abituale a causa di conflitti armati, violenze, violazioni dei diritti umani o disastri naturali, senza però attraversare un confine internazionale. Rimane quindi all’interno del proprio Paese.
Minore straniero non accompagnato (MSNA) (Unaccompanied Minor / Unaccompanied Child)
Persona di età inferiore ai 18 anni, cittadina di un Paese terzo o apolide, che entra o si trova nel territorio di uno Stato senza essere accompagnata da un genitore o da un altro adulto legalmente responsabile della sua cura e rappresentanza. È considerato minore straniero non accompagnato anche il minore che, dopo l’ingresso nel Paese, venga lasciato senza assistenza o tutela da parte di un adulto responsabile. In Italia, i MSNA beneficiano di specifiche misure di protezione, accoglienza e tutela previste dalla normativa nazionale e internazionale.
Termine inglese: Unaccompanied Minor (UAM) oppure Unaccompanied Child.
Migranti internazionali nei Paesi europei
La distribuzione della popolazione migrante in Europa presenta notevoli differenze tra i vari Paesi. Gli Stati con la più alta incidenza di migranti internazionali sulla popolazione totale sono il Lussembrugo (47,1%), il Liechtenstein (34,4%), la Svizzera (25,7%), Malta (22,4%) e Cipro (22,0%). In questi Paesi la presenza di cittadini nati all’estero rappresenta una componente strutturale della società e del mercato del lavoro.
All’estremo opposto si collocano Romania (0,8%), Croazia (0,9%), Bulgaria (1,0%) e Slovacchia (1,1%), Paesi che continuano a essere prevalentemente aree di emigrazione piuttosto che di immigrazione.
Fra i paesi europei con i maggiori numeri di presenze assolute, la Germania si conferma prima (13% della popolazione pari ad oltre 10 milioni di migranti internazionali, di cui il 60% non europei)
L’Italia si colloca in una posizione intermedia, con l’8,5% di migranti internazionali sulla popolazione residente, un valore vicino a quello di altri grandi Paesi europei come la Francia (8,0%), la Svezia (8,3%) e la Olanda (7,0%).
La mappa evidenzia come la mobilità internazionale sia oggi una componente fondamentale della realtà demografica europea, sebbene con intensità molto diverse a seconda della storia migratoria, della struttura economica e delle politiche adottate dai singoli Stati.
(ISTAT, 1 gennaio 2026)
Migranti internazionali residenti in Italia (gennaio 2026)
Al 1° gennaio 2026 i migranti internazionali residenti in Italia sono 5.559.527 persone. La distribuzione per genere risulta sostanzialmente equilibrata: il 50,7% è composto da uomini (2.818.095 persone) e il 49,3% da donne (2.741.432 persone). Questo dato evidenzia come la presenza migrante in Italia sia oggi una componente stabile e strutturale della popolazione residente, caratterizzata da una quasi perfetta parità tra uomini e donne.
Migranti internazionali residenti in Italia per fascia di età (gennaio 2026)
La popolazione migrante residente in Italia presenta una struttura demografica relativamente giovane. Le fasce d’età più rappresentate sono quelle comprese tra i 35 e i 39 anni (10,5%) e tra i 40 e i 44 anni (10,2%), seguite dai gruppi tra i 30 e i 34 anni (9,4%) e tra i 45 e i 49 anni (9,4%). Significativa è anche la presenza di minori tra 0 e 17 anni (18,6%), a conferma del carattere sempre più familiare e stabile dell’immigrazione in Italia. Le persone con 65 anni e oltre rappresentano il 6,9% del totale, una quota inferiore rispetto alla popolazione italiana nel suo complesso, confermando la maggiore giovane età media della popolazione migrante.
Maschi e femmine
Totale
(ISTAT, 1 gennaio 2026)
Richiedenti asilo in Europa (2024)
Nel 2024 l’Unione europea ha registrato oltre 912.000 richieste di asilo, confermando come la protezione internazionale continui a rappresentare una delle principali sfide migratorie del continente. I Paesi che hanno ricevuto il maggior numero di domande sono stati la Germania (229.695), la Spagna (165.435), l’Italia (151.120) e la Francia (129.820), che insieme concentrano una quota significativa delle richieste presentate nell’Unione europea.
Questi dati evidenziano come i flussi di richiedenti asilo si distribuiscano in modo disomogeneo tra i Paesi europei, riflettendo fattori geografici, economici e politici. Il grafico mostra il ruolo centrale svolto da alcuni Stati membri nell’accoglienza delle persone in cerca di protezione internazionale, mentre altri Paesi registrano numeri molto più contenuti.
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(ISTAT, 1 gennaio 2026)
Rifugiati riconosciuti nei Paesi europei (2025)
Nel 2025 sono stati riconosciuti complessivamente 373.280 rifugiati nei Paesi europei considerati. La quota più elevata si registra in Germania, che accoglie il 27,7% del totale, seguita da Spagna (20,4%) e Francia (19,5%). Anche l’Italia riveste un ruolo importante, con oltre 31.000 rifugiati riconosciuti, pari all’8,4% del totale europeo.
Il grafico evidenzia una forte concentrazione dei rifugiati in un numero limitato di Paesi, soprattutto dell’Europa occidentale, che dispongono di sistemi di accoglienza consolidati e rappresentano destinazioni privilegiate per le persone in cerca di protezione internazionale. Questa distribuzione riflette non solo la posizione geografica degli Stati, ma anche fattori economici, sociali e normativi che influenzano le scelte migratorie e le politiche di asilo.
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(ISTAT, 1 gennaio 2026)
